Telefonate da falsi Carabinieri: “Non fornite dati personali”

Truffe online nella Marca trevigiana

Un tentativo di truffa si è verificato nel territorio di San Polo di Piave, dove una signora del posto sabato pomeriggio è stata contattata da dei finti Carabinieri.

Questi soggetti hanno contattato la donna, spacciandosi per Carabinieri di San Polo di Piave, chiedendole se avesse notato qualcosa di strano in quei giorni in cui si erano verificati diversi casi di furto.

Insospettita dalla chiamata, la signora ha richiesto a queste persone, dall’accento italiano, da dove chiamassero. In tutta risposta, i falsi Carabinieri hanno interrotto la telefonata.

Successivamente, la residente ha contattato i veri Carabinieri, i quali hanno confermato che nessuna telefonata era partita da loro e riferito alla signora che si tratta di una tecnica messa in atto dai malviventi, per sapere se una persona sia in casa oppure no.

Quella di sabato è la seconda telefonata di questo tipo che riceviamo – ha raccontato la donna – La prima volta volevano parlare con mia madre, per dirle che io avevo fatto un incidente”.

“Sabato hanno usato la motivazione ‘dobbiamo parlare con lei, per sapere se ha visto altro di anomalo riguardo ai furti a raffica che stanno avvenendo a San Polo’ – ha proseguito – Hanno telefonato in svariate case, in questi giorni, e stanno avvenendo moltissimi furti”.

Nel frattempo, il sindaco Nicola Fantuzzi ha lanciato un appello alla cittadinanza dalla propria pagina social, invitando tutti a “evitare di condividere informazioni che possano generare insicurezza oppure offrire nuove opportunità per truffe”.

Il primo cittadino ha ricordato di “non fornire mai dati personali durante telefonate sospette” e di “segnalare immediatamente eventuali contatti anomali alle autorità competenti”.

(Autore: Arianna Ceschin)
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