L’ennesima esondazione del fiume Meschio ha chiamato a raccolta, questo pomeriggio, al Comando dei Vigili del Fuoco di Treviso, numerosi rappresentanti delle istituzioni regionali, provinciali e locali di Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Un lungo vertice congiunto, attraverso il quale individuare cause e criticità ed approntare soluzioni e interventi risolutivi, al quale hanno preso parte Gianpaolo Bottacin, assessore regionale alla Protezione civile; Angelo Sidoti, prefetto di Treviso; Roberto Campagna e Sebastiano Coletti, sindaci rispettivamente Cordignano e Colle Umberto, e Michele Lastella, prefetto di Pordenone.
Ingenti danni, che hanno interessato anche la zona sud di Vittorio Veneto, per i quali la Regione ha chiesto lo stato di emergenza, causati da un evento atmosferico di portata storica, come lo ha definito Bottacin: “L’esondazione non è stata causata direttamente dal Meschio ma dai suoi affluenti di sinistra: il Caron e il Friga – precisa – le cui acque si sono riversate in quelle del Meschio portando in tempo rapidissimo il fiume a esondare in diverse aree. La sera del 7 luglio abbiamo registrato il record assoluto in termini di precipitazioni, con quasi cento millimetri di acqua in un’ora: un evento che non ha precedenti”.
Un bacino idrico rispetto al quale l’amministrazione regionale ha investito 6 milioni di euro negli ultimi dieci anni: “Non abbiamo mai smesso di intervenire su quell’area, stanziando complessivamente 4 miliardi di euro: non era mai accaduto in nessuna regione – rivendica Bottacin – abbiamo in programma diversi interventi nell’area, i principali riguardano il recupero dell’ex cava Merotto, dove verrà adeguata la portata dell’ingresso per far defluire l’acqua più velocemente, e per quanto riguarda il Meschio la realizzazione di un nuovo bacino di laminazione alla confluenza tra Friga e Caron, perché evitare le esondazioni di questi due corsi d’acqua significa evitare quella del Meschio”.
Interventi, precedentemente messi in campo, che avrebbero contenuto i danni della recente esondazione: “La Regione non mai è rimasta inerte in questi anni – ribadisce l’assessore regionale – certo, di fronte a un evento di caratura così eccezionale e di tale portata se non fossero stati messi in atto gli interventi che abbiamo realizzato in questi anni la situazione sarebbe decisamente peggiore”.
Approfondimenti tecnici congiunti, tra i tecnici delle Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, dei Comuni interessati e del Consorzi di bonifica, verranno messi in atto nei prossimi giorni, mentre un nuovo tavolo tecnico è stato convocato il prossimo 5 agosto.
Chiesto per i Comuni interessati lo stato di emergenza: “La Regione presenterà richiesta affinché venga riconosciuto lo stato di emergenza, come del resto abbiamo sempre fatto laddove si siano verificate situazioni come queste – annuncia Bottacin -. Il riconoscimento dell’emergenza ci consentirà non solo di avere risorse aggiuntive ma anche di poter ottenere le deroghe necessarie per realizzare più rapidamente una serie di interventi mirati. Nell’immediato verificheremo se sia possibile attivare procedure che consentano alle amministrazioni comunali coinvolte, in situazioni simile a questa, di poter dare risposte più celeri alle proprie comunità”.
A essere potenziato anche il sistema di collegamento e di informazione delle amministrazioni comunali: “Il protocollo operativo già esistente va affinato – spiega il prefetto Sidoti – allo scopo di agevolare tutti gli interventi che possono rivelarsi necessari per prevenire esondazioni come quelle dei giorni scorsi”.
(Autore: Emma de Maria)
(Foto e video: Emma de Maria)
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