Petropavlovsk-Kamchatsky (Russia), 31 luglio 2025 – Un violento terremoto di magnitudo 8.8 ha colpito nella giornata del 30 luglio la penisola di Kamchatka, nell’Estremo Oriente russo, provocando uno tsunami che ha messo in allarme decine di Paesi affacciati sull’Oceano Pacifico.
L’epicentro del sisma è stato localizzato a circa 125 chilometri da Petropavlovsk-Kamchatsky, a una profondità di 20 chilometri e ha generato onde alte oltre cinque metri che si sono abbattute sulle isole Curili, dove numerosi residenti sono stati evacuati.
L’onda di maremoto ha raggiunto anche le coste del Giappone, in particolare nella regione settentrionale di Hokkaido, dove è scattata l’evacuazione di oltre due milioni di persone. In alcune aree le autorità hanno registrato onde alte fino a 1,3 metri. Allerta anche alle Hawaii, dove si sono verificate onde fino a 1,7 metri: le autorità locali hanno dichiarato lo stato di emergenza, chiuso le strade costiere e invitato la popolazione a lasciare le aree più esposte. Fortunatamente, al momento non risultano vittime né feriti gravi.
L’onda lunga dello tsunami si è propagata anche verso le coste del Sud America, in particolare in Cile, Perù ed Ecuador, dove sono state chiuse le spiagge e interrotte le attività portuali. Alcune oscillazioni marine si sono registrate anche lungo la costa occidentale degli Stati Uniti e in Canada, con onde contenute sotto il mezzo metro e senza conseguenze rilevanti.
La forte scossa è stata seguita da oltre cento repliche sismiche, alcune delle quali di magnitudo superiore a 6. A poche ore dal terremoto, si è verificata anche un’eruzione del vulcano Klyuchevskoy, tra i più attivi della regione di Kamchatka, che ha ulteriormente alimentato i timori per la stabilità geologica dell’area.
In Giappone e sui social network è tornata a circolare la figura di Ryo Tatsuki, l’autrice del manga “Il futuro che vidi”, pubblicato nel 1999, che riportava una presunta visione di uno tsunami nel luglio 2025. La coincidenza con quanto accaduto ha fatto parlare di profezia avverata, ma gli esperti invitano alla cautela: “Non esistono collegamenti scientifici tra visioni o previsioni non supportate da dati e fenomeni naturali come i terremoti”, ha chiarito l’Agenzia Meteorologica Giapponese.
Grazie al tempestivo sistema di allerta internazionale, coordinato da agenzie meteorologiche e protezioni civili di diversi Paesi, è stato possibile evitare una catastrofe umanitaria su larga scala. Resta alta la vigilanza su tutta l’area del Pacifico, considerata tra le più instabili dal punto di vista geologico a causa della sua posizione lungo la cosiddetta “cintura di fuoco”.
(Autore: Simone Masetto)
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