“Benvenuto in questa parrocchia, piccola ma nella quale si respira un clima di famiglia”. Così il parroco monsignor Massimo Bazzichetto, rivolgendosi al vescovo monsignor Riccardo Battocchio, ha introdotto ieri domenica la Santa Messa solenne in onore del patrono, celebrata nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo di Montagna.
La presenza di monsignor Battocchio, che ha concelebrato con il parroco, monsignor Giuseppe Nadal e don Mirco Miotto, ha ulteriormente impreziosito l’ultimo giorno di festeggiamenti della tenace e accogliente comunità cristiana collinare: ben più di 100 i presenti alla Messa animata dal coro, che ha preceduto la cena comunitaria con spiedo alla quale hanno preso parte anche lo stesso vescovo e gli altri sacerdoti presenti, nel contesto di un “sold out” che ha coronato un’edizione ben riuscita della storica sagra, capace ancora una volta di radunare nel segno della convivialità – sia col grande caldo dell’ultimo weekend sia con le temperature ben più rigide del fine settimana precedente – centinaia di persone nel piazzale della chiesa, dove è stato allestito anche un mercatino missionario.
Monsignor Battocchio ha esordito, nell’omelia, con una nota di colore, ovvero evidenziando come dall’altare e dal pulpito si vedessero distintamente, grazie all’apertura dell’imponente portone della chiesa, i preparativi che erano in corso all’esterno, proprio sotto il campanile, per la cena comunitaria, con il girarrosto in piena attività. Ha quindi esortato tutti a sentirsi parte attiva sia della singola parrocchia sia dell’Unità pastorale (San Lorenzo di Montagna appartiene a quella di Serravalle) sia dell’universale Chiesa di Dio.
Concetti ben presenti ai fedeli sanlorenzesi, circa un centinaio, una rappresentanza dei quali – con tanto di gonfalone della parrocchia, che quest’anno festeggia i 420 anni e che tra la fine di luglio e i primi di agosto ha purtroppo registrato ben tre lutti – la scorsa primavera visitò Roma in occasione dei 1.800 anni della nascita del diacono e martire San Lorenzo.
Novità dell’edizione 2025 della sagra è stata il racconto teatrale portato in scena da Carlo De Poi con il Collettivo di ricerca teatrale “Il paese silenzioso”. E già si pensa, con rinnovato entusiasmo, all’edizione del prossimo anno.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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