Una panchina in memoria delle vittime della strada

L’inaugurazione della panchina

Una panchina come simbolo di memoria, riflessione e cittadinanza attiva è stata inaugurata questa mattina al parco “Ali Dorate” di Monigo. Realizzata in memoria delle vittime della strada, la panchina bianca è stata scoperta durante una cerimonia pubblica che ha visto la partecipazione delle autorità locali, dei Rappresentanti di Forze dell’Ordine, Polizia locale, Alpini e Croce Rossa e delle associazioni impegnate nella sensibilizzazione sulla sicurezza stradale.

All’evento hanno preso parte l’amministrazione comunale con il vicesindaco Alessandro Manera, l’assessore alle Politiche giovanili Gloria Sernagiotto e il presidente del Consiglio Comunale Antonio Dotto con una rappresentanza di consiglieri, Il vice presidente della Provincia con delega al Progetto Guida sicura Roberto Fava, la presidente dell’associazione “Alba – Vittime della Strada” Romina Ceccato, il direttore di ACI Treviso Angelo Centola e l’associazione “On the Road”. Tra i presenti anche alcuni dei giovani che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera nell’ambito dell’iniziativa “Ci sto? Affare Fatica!”, coordinati dalla cooperativa Kirikù.

La panchina bianca, proposta dall’Associazione “Alba – Vittime della Strada”, rappresenta un segno tangibile di consapevolezza civica. I ragazzi coinvolti nel progetto hanno partecipato attivamente alla riqualificazione e pittura con il supporto degli handy man, scegliendo di essere protagonisti di un gesto che richiama la comunità alla memoria e alla responsabilità. Un impegno che testimonia la volontà delle nuove generazioni di affrontare con serietà tematiche delicate come la sicurezza sulle strade.

«Questa panchina è un invito costante a riflettere sul valore della vita e sulla necessità di comportamenti responsabili – le parole di Manera -. Il fatto che siano stati i giovani, attraverso il progetto “Ci sto? Affare Fatica!”, a prendersi cura di questo segno di memoria, rende il messaggio ancora più potente. Iniziative come questa, ma anche la sensibilizzazione, la partecipazione e la collaborazione con le forze dell’ordine può contribuire a rendere la comunità e i nostri ragazzi sempre più attenti e rispettosi per fare sì che non si debba più assistere alle tragedie che purtroppo segnano ancora le nostre strade».

Così, invece, l’assessore Sernagiotto, che ha seguito il progetto “Ci Sto? Affare Fatica!”: «L’attività, integratasi perfettamente nell’iniziativa rivolta ai ragazzi di Treviso, è un segnale di cittadinanza attiva, capace di smuovere l’animo tanto di chi si è messo in gioco nella realizzazione della panchina quanto della comunità che la riceve oggi. La sicurezza stradale, il rispetto della vita quale bene prezioso, di cui prendersi cura, sono valori che devono essere trasmessi concretamente per essere ancora più efficaci. Un modo efficace per farlo è sicuramente far partecipare i giovani attivamente a iniziative di questo tipo».

Prima la scopertura della panchina e della targa commemorativa, sono intervenuti i ragazzi di “Ci Sto? Affare Fatica” e i rappresentanti dell’associazione On The Road, gruppo di giovani che insegna ad altri coetanei la partecipazione e la cittadinanza attiva facendo vivere loro – grazie alla collaborazione con le Forze dell’ordine, esperienze all’insegna della legalità.

Dopo la scopertura della panchina è stato deposto un girasole.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Città di Treviso)
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