Dentro la montagna: le antiche miniere di Refrontolo

Nelle tranquille colline di Refrontolo, tra boschi, roccia e antichi filoni di lignite, si nasconde un capitolo della storia locale che merita una visita: le miniere della zona Molinetto. Un tempo luoghi di lavoro tra i più duri e rischiosi del territorio, oggi sono testimonianza silenziosa della fatica di generazioni di minatori che in condizioni estreme scavarono la roccia in cerca di un combustibile indispensabile.

L’attività estrattiva nella zona inizia nella seconda metà dell’Ottocento, quando l’area della Croda del Mus e dintorni viene utilizzata per ricavare carbone fossile, la lignite. Alle soglie della Prima e della Seconda Guerra mondiale l’attività si intensifica: dall’articolo emerge che dal 1936 al 1951 fu la fase più significativa nel territorio delle miniere di Refrontolo.
Camminando nei pressi degli ingressi delle gallerie – oggi parzialmente accessibili o visibili dall’esterno – si resta colpiti dal restringersi del tunnel, dal soffitto basso, dal fondo fangoso che ancora ricorda le condizioni di lavoro. Nell’articolo si descrive l’entrata iniziale del cunicolo, ancora abbastanza alta da stare in piedi, che procede verso l’interno con un abbassamento della quota fino a diventare stretta.

Visitare queste vecchie miniere significa non solo osservare i resti materiali — basamenti di impianti, tracce delle decauville (le ferrovie ridotte che trasportavano il minerale), funivie che collegavano le gallerie alla valle — ma anche comprendere un pezzo di vita quotidiana dei minatori. Si parla di vagoni con freni rudimentali che nelle discese deragliavano, di cooperativa locali fatta dai minatori stessi per lavorare, di rischi costanti come crolli e esplosioni.
La zona è ideale per chi ama le escursioni non troppo tecniche, in un ambiente boschivo e collinare, e vuole scoprire qualcosa di insolito rispetto alle classiche mete turistiche. Un suggerimento è di abbinare la visita con il ritrovo del più noto Molinetto della Croda (il mulino ad acqua) e prolungare la passeggiata fino alle gallerie minerarie vicine.

Passeggiando tra i sentieri che si addentrano nella boscaglia, in corrispondenza delle vecchie cave e delle gallerie, si ha la sensazione di trovarsi in un luogo che è stato teatro di fatica, ma anche di comunità. L’attività mineraria nelle colline, infatti, coinvolgeva famiglie intere: si stima che le miniere impiegassero circa 180 minatori e quindi 180 famiglie, in un contesto economico che era quello della sussistenza.
È importante tenere a mente che, essendo resti di attività estrattive ormai concluse, non tutte le zone sono accessibili e alcune sono soggette a pericolo (instabilità della roccia, soffitti bassi, acqua) — perciò è consigliabile muoversi con cautela, possibilmente accompagnati da una guida o consultando cartine locali.

Scoprire le miniere del Molinetto significa entrare in un passato meno conosciuto, dove terra, roccia e lavoro umano si intrecciavano. È una deviazione rispetto ai classici tour tra vigneti e borghi, un’esperienza che mescola natura, storia industriale e memoria collettiva. Per chi desidera un percorso che stimoli la riflessione e l’immaginazione — e non solo la bellezza — questa visita è particolarmente adatta. Le colline intorno a Refrontolo, infatti, non raccontano solo di paesaggio e vino, ma anche di uomini che hanno scavato sotto la croda alla ricerca di un pezzo di futuro.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto e video: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata

Related Posts