“Vado ad allenare in Paradiso”: il saluto di mister “Berto” Gambasin, sabato l’addio

“Il Signore mi ha chiamato ad allenare nei campi verdi del Paradiso“. Se n’è andato questa mattina all’alba, all’età di 72 anni, Roberto Gambasin, per tutti “Berto“, figura di riferimento per lo sport non solo a Pieve del Grappa, il suo paese, ma in tutta la Pedemontana.

In particolare per quel calcio femminile locale che lui, in qualità di mister, ha contribuito a far crescere come nessuno, avvicinando a questo mondo tante giovani giocatrici.

“La sua scomparsa è davvero un grande dispiacere, perché si è tanto dedicato allo sport e ai giovani in paese e non solo – il cordoglio della sindaca di Pieve del Grappa, Annalisa Rampin – Per anni è stato un grande riferimento della squadra di calcio femminile di Crespano ed è bello che abbia potuto vedere la società calcistica tornare a chiamarsi di nuovo Montegrappa e avere la sezione femminile”.

Il funerale di “Berto”, che lascia i fratelli Lorenzo e Raffaele, la cognata Mirela e gli adorati nipoti Melissa, Matteo e Davide, si terrà sabato prossimo, 22 novembre, alle 11.00, nel Duomo di Crespano.

Tra gli amici di “mille avventure”, un ricordo speciale del 72enne è quello lasciato dal vicesindaco di Asolo, Mauro Migliorini: “Berto, in punta di piedi e sorridendo, come sei tu, all’alba te ne sei andato. Sei stato un campione di simpatia, semplicità, generosità…e sì, anche di forchettate. Spassoso e di compagnia, disponibile. Che giri nelle nostre malghe con Franco Capeeto, Santo Cinel, Walter el Bacaro, Mario Nao, i tabarri de Asol. Anzi con gli osti e tabarri. Amico della mia Asolo e del nostro Grappa. Un grande appassionato di calcio e ciclismo. Sei stato un mister di quel calcio femminile fatto di passione, al di fuori di contesti economici, privo di cattiveria, ma basato sul rispetto e l’amicizia. Quello che al triplice fischio esplodeva in risate e condivideva mangiate e bevute. E anche lunedì, come nulla fosse, mi hai mandato in mona perché ti insultavo per quella c…o di suoneria ‘amala, pazza Inter, amala, è una gioia infinita che dura una vita, pazza Inter, amala, vivila …’. E tu? Sorridendo come sempre, mi hai detto: ‘Mauro, te voio ben‘. Anch’io”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Onoranze funebri Brotto Thomas)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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