Cison e la “Caccia ai tesori arancioni”: un borgo da scoprire passo dopo passo

Cison di Valmarino si conferma meta accogliente e ideale per chi ama un turismo lento, fatto di vicoli, piazze e incontri. Lo ha dimostrato anche la “Caccia ai tesori arancioni”, la prima edizione della caccia al tesoro promossa dal Touring Club Italiano, che ha portato nel centro storico circa duecento partecipanti, organizzati in una cinquantina di squadre. La manifestazione, tenutasi domenica 6 ottobre e svolta in contemporanea in tutta Italia, aveva l’obiettivo di far scoprire, in modo giocoso, gli oltre mille tesori dei cento borghi insigniti della Bandiera Arancione.

A Cison il punto di partenza e di arrivo è stato l’ufficio di promozione turistica in piazza Brandolini, a pochi passi dal Borgo delle Case Marian. Qui ogni squadra ha ricevuto una scheda con sei indizi, tutti legati al centro storico, pensati come chiavi per guidare i partecipanti verso gli angoli più significativi del paese. Più che una sfida a colpi di cronometro, è stata un’occasione per fermarsi davanti a edifici, scorci e simboli che spesso si attraversano in fretta, senza conoscerne davvero la storia.

A illustrare monumenti, chiese ed edifici storici coinvolti nel percorso sono stati i ragazzi del Gruppo giovani di Cison e del Consiglio Comunale dei Ragazzi, trasformati per un giorno in piccoli ciceroni. Hanno accompagnato i concorrenti lungo le vie del borgo, raccontando aneddoti e dettagli, e anticipando di una settimana la data nazionale proposta dal club de “I borghi più belli d’Italia”. Per loro è stata anche un’importante occasione di formazione, preparata con incontri e sopralluoghi dedicati.

cison ragazzi touring tesoro

L’intera giornata si è svolta sotto lo sguardo attento del delegato Cristina Molinari e del console Pio Grollo del Touring Club Italiano, che non hanno mancato di complimentarsi per l’organizzazione e per il coinvolgimento delle nuove generazioni. Accanto alla caccia al tesoro, il programma prevedeva anche momenti più propriamente culturali. I visitatori hanno potuto partecipare a visite guidate alla chiesa di San Vito e all’arcipretale di Santa Maria Assunta, accompagnati dai volontari dell’Istituto Beato Toniolo – Le vie dei Santi, che hanno illustrato opere d’arte, altari e particolari architettonici spesso poco noti.

Un altro richiamo è stata la mostra “I Cavalieri della seta”, dedicata alla bachicoltura, antica attività che per secoli ha segnato la vita economica del borgo e il suo paesaggio, punteggiato dai gelsi necessari all’allevamento dei bachi. Pannelli, oggetti e testimonianze hanno raccontato ai partecipanti come questa coltivazione fosse parte integrante della quotidianità cisonese, prima dell’avvento dell’industria moderna.

Al termine della caccia al tesoro, fra musica dal vivo e chiacchiere in piazza Roma, ogni partecipante ha ricevuto un piccolo omaggio goloso: i buzzolà, tipici dolci cisonesi, proposti come saluto e invito a tornare. Per chi sceglie di visitare oggi Cison di Valmarino, iniziative come la “Caccia ai tesori arancioni” mostrano bene lo spirito del paese: un borgo che ama presentare le sue bellezze facendo camminare le persone dentro la storia, accompagnandole a scoprire, con calma, i propri tesori architettonici, paesaggistici e gastronomici.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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