Mura a Natale: dietro le quinte dei presepi che trasformano il borgo

Per chi ama l’atmosfera del Natale, uno dei luoghi dove respirarla con largo anticipo è Mura, piccola frazione di Cison di Valmarino. Tra corti, portici e angoli nascosti, il borgo si prepara fin da novembre alla manifestazione “Mura a Natale”, e basta percorrerne le vie per accorgersi che qui la festa nasce prima di tutto dal lavoro paziente di chi abita il paese.

Scendendo verso ponente lungo l’anello del borgo ci si imbatte subito in un gruppo di ragazzine tra i nove e i dodici anni che stanno allestendo un portico. Hanno carta bianca e la fantasia non manca: discutono, spostano oggetti, provano combinazioni diverse, trasformando un semplice ingresso di casa in una piccola scena natalizia. Proseguendo il cammino fanno capolino le coreografie che, negli anni, hanno reso celebre Mura: lanterne costruite con rami d’albero, vecchie carriole reinventate come supporti per decorazioni, stelle, alberi di Natale in legno e, a un certo punto, un gigantesco angelo che cattura lo sguardo e accende la curiosità.

Per scoprire come nascono queste installazioni basta seguire il rumore dei martelli e delle seghe. In una corte si apre un vero e proprio laboratorio all’aperto, dove un gruppo di volontari è al lavoro. Il vicesindaco di Cison di Valmarino, Loris Perenzin, qui in veste di artigiano, affianca il “coreografo” Daniele Donadon nella realizzazione di statue in legno a grandezza naturale. Si parte da una fotografia e, tavola dopo tavola, prendono forma la Sacra Famiglia, i pastori, gli angeli: non è un compito semplice, ma l’abilità di chi lavora e l’entusiasmo del gruppo fanno la differenza.

Queste figure saranno una delle novità dell’edizione 2017 di “Mura a Natale”, quando, dal 17 dicembre al 7 gennaio, il borgo si trasformerà in una mostra di presepi diffusi, unica nel suo genere. I vari pezzi appena tagliati passano nelle mani di Federica e Lucia, che li verniciano uno ad uno, dando colore e protezione al legno prima dell’assemblaggio finale. È un lavoro che procede per tappe: progettazione, taglio, verniciatura, montaggio, con il paese intero che segue l’avanzamento come si seguirebbe la preparazione di una grande festa di famiglia.

Guidati dai volontari, ci si sposta poi verso il cortile di Giordano, un altro angolo di Mura destinato a entrare nel percorso dei presepi del 2017. Qui sono già in allestimento alcune scene, ancora in parte coperte o appoggiate provvisoriamente, ma abbastanza definite da lasciare intuire l’effetto finale. Per non intralciare il lavoro si prosegue oltre, richiamati da altre voci e colpi di martello. In un secondo laboratorio si incontra Filippo, impegnato nella costruzione di un presepe originale: le parti metalliche di picconi e zappe diventano, una volta montate, le sagome essenziali dei personaggi, in un gioco di reinterpretazione che trasforma attrezzi di fatica in figure della Natività.

Quando la luce del giorno comincia a calare, le vie del borgo si tingono dei colori dell’autunno e il rientro diventa l’occasione per un’ultima occhiata d’insieme. Tra le case in pietra, i campi e i primi addobbi, Mura appare come un quadro in cui il paesaggio rurale e le scenografie natalizie si fondono con naturalezza. Chi visita il paese in questo periodo non trova solo presepi finiti, ma soprattutto il racconto vivo di come nascono: mani al lavoro, idee condivise, cortili che si aprono e una comunità intera che, passo dopo passo, costruisce il proprio Natale.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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