Il percorso che da Visnà di Miane sale verso il santuario della Madonna del Carmine è una delle passeggiate più significative per capire il legame profondo tra queste colline e la devozione mariana. La strada lascia alle spalle il borgo, con le sue case in pietra, e si inoltra nel bosco, dove quattordici edicole della Via Crucis scandiscono passo dopo passo la salita. Dopo un tratto in penombra tra gli alberi, l’improvvisa apertura del panorama annuncia l’arrivo al santuario, collocato in una posizione che domina la valle e invita a una sosta di contemplazione.
Qui, sul crinale, si ritiene che esistesse già alla fine del XVII secolo un piccolo romitorio, formato da una chiesetta e dalla cella di un eremita. Il complesso che vediamo oggi è il risultato di una serie di interventi successivi: nel 1819 viene portata a termine una prima parte della costruzione, ampliata poi nel 1828; al 1840 risale il campanile, mentre il coro attuale e la lanterna della cupola sono datati 1896. L’edificio è quindi una sovrapposizione di epoche diverse, tenute insieme da un impianto architettonico coerente.
L’aspetto complessivo del santuario, con la scalinata di accesso e la facciata neoclassica, è legato in modo diretto alla pietà dei mianesi. Le testimonianze locali raccontano che, dopo la Messa domenicale, gli abitanti del paese salissero a piedi fino al Carmine per contribuire ai lavori, portando sulle spalle i mattoni necessari al cantiere. Le quattro lesene esterne, sormontate da un frontone severo, trovano un’eco all’interno, dove lo stesso ritmo di lesene decora le pareti dell’unica navata. Chi entra viene accolto dalla cantoria e dall’organo in controfacciata: le calde tonalità del legno di questi elementi si ritrovano anche nel pulpito che sporge poco sotto il presbiterio, creando un’atmosfera raccolta e armoniosa.
Il soffitto è impreziosito da un grande affresco del 1912, opera del pittore Vittorio Casagrande, che raffigura la Madonna in soccorso delle anime del Purgatorio. Nella parte inferiore si colgono le braccia protese di alcune figure, che si confondono con le lingue di fuoco che le avvolgono; sopra, in tre registri sovrapposti su uno sfondo di nubi, appaiono gli angeli, i Santi Simone Stock e Teresa d’Avila, fino ad arrivare alla Vergine con il Bambino che domina la scena. Gli stessi personaggi – i due santi, la Madonna e Gesù Bambino – ricompaiono nel gruppo scultoreo collocato nella nicchia dell’altar maggiore, al quale si accede passando sotto una sorta di baldacchino in muratura, sorretto da colonne che introducono verso la cupola.
Oltre il baldacchino si apre l’altar maggiore, in marmo di Carrara, realizzato dallo scultore Giovanni Possamai. La struttura incornicia e custodisce la Madonna dei Pastori, così chiamata perché legata alle leggende sull’apparizione della Vergine ai pastori della zona. La statua della Madonna col Bambino, in legno, risale all’Ottocento, mentre le figure inginocchiate di San Simone e Santa Teresa, poste in basso ai lati, appartengono al Novecento, a testimoniare una devozione che si è rinnovata nel tempo senza spezzare il filo con le origini.
Un elemento suggestivo unisce il santuario del Carmine a un altro luogo mariano del Comune di Miane. Per lunghi anni, la scultura della Madonna del Carmine veniva portata in processione fino alla chiesa arcipretale del paese, accompagnata dai fedeli. Allo stesso modo, ogni anno, la statua della Madonna Addolorata di Combai lascia il santuario che la ospita, situato in posizione panoramica accanto al cimitero, per essere condotta in processione fino alla parrocchiale del borgo.
Questo secondo santuario è formato da un corpo centrale del 1856, cui si è aggiunto negli anni Trenta del Novecento un portico di facciata neoclassico. L’interno, a navata unica, è volutamente semplice, così che lo sguardo si concentri sull’abside. Sulla parete di fondo è addossato un altare marmoreo che custodisce la statua della Vergine Addolorata, scolpita nel 1892 da Paolo Possamai. Sopra l’altare, un affresco degli anni Quaranta raffigura Gesù in croce circondato da angeli, realizzati con toni chiari dal pittore Raccanelli. Insieme al Carmine, questo santuario contribuisce a definire una vera geografia mariana tra Miane e Combai.
Due sculture mariane e due santuari, dunque, si fronteggiano idealmente sulle colline del Comune di Miane. Il santuario della Madonna del Carmine a Visnà e il santuario della Madonna Addolorata di Combai, con le loro processioni, le architetture neoclassiche e le opere d’arte che custodiscono, sono testimoni di pietra di una fede popolare ancora viva, capace di unire i paesi della vallata lungo i secoli.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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