Combai apre “È Verdiso”: il borgo in fiore per la 34ª festa del suo vino più identitario

A Combai, sulle colline di Miane, la Mostra del Verdiso ha riaperto le sue porte dando avvio alla 34ª edizione di “È Verdiso”, rassegna dedicata a un vitigno antico e a un vino che, pur restando di nicchia, è profondamente legato al territorio. L’inaugurazione si è svolta il sabato precedente nel cuore del paese, dove il profumo dei piatti tipici si mescola alle note dei calici e al colore delle installazioni che accompagnano gli ospiti lungo le vie del borgo.

Alla cerimonia ufficiale erano presenti numerose autorità civili e rappresentanti del mondo del vino, che hanno espresso parole di apprezzamento per il lavoro della Pro Loco di Combai. La vicesindaca di Miane, Gloria Recchia, ha sottolineato come il paese sappia distinguersi da anni per creatività e capacità di innovare, guardando alle originali installazioni floreali a punto croce che ornano muri e scorci del centro e a un programma capace di introdurre proposte nuove, come lo yoga tra le colline e il raduno di trattori moderni con escursione tra le località circostanti.

Al centro della rassegna c’è il Verdiso, protagonista assoluto di quella che, all’interno del circuito della Primavera del Prosecco, è l’unica mostra dedicata non al prosecco, ma a un vino diverso, dal nome che sa di invito e di dichiarazione d’intenti. «“È Verdiso” è quasi un imperativo» ha ricordato Erika Follador, alla sua prima uscita ufficiale da presidente della Pro Loco di Combai. «Ad animarci è l’amore profondo per il nostro paese, da cui nasce l’impegno a mantenere intatta la bellezza del paesaggio e a tenere vivi i prodotti della terra».

Follador ha voluto rivolgere un ringraziamento sentito a chi l’ha preceduta nel ruolo, Maria Vittoria Moro e Giovanni Follador, e a tutti i volontari che rendono possibile la manifestazione. In particolare ha ricordato il contributo delle donne di Combai, che hanno realizzato a mano le numerose decorazioni all’uncinetto disseminate in paese: piccole opere d’arte nate per rendere il borgo ancora più bello e accogliente agli occhi di visitatori e residenti. «Quando la Pro Loco riesce a coinvolgere così la comunità – ha commentato – fa davvero bingo».

Il legame fra tradizione e capacità di rinnovarsi è stato al centro anche dell’intervento di Giovanni Follador, presidente provinciale UNPLI e rappresentante del Comitato Primavera del Prosecco. Follador ha evidenziato come la Mostra del Verdiso sia l’esempio più chiaro di una realtà che, pur mantenendo salde le proprie radici, sa proporre ogni anno qualcosa di nuovo, aggiornando il programma senza snaturare l’identità del paese né quella del suo vino storico.

Alla cerimonia d’apertura hanno preso parte anche Claudio Mellere, in rappresentanza delle “Città del vino”, Claudio Sartor, delegato della Provincia di Treviso, i consiglieri regionali Roberto Bet e Alberto Villanova e Franco Adami, presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. Proprio Adami ha voluto sottolineare il ruolo della mostra e dei produttori nel mantenere vivo un vino di nicchia fortemente identificativo del territorio, definendo il Verdiso «un prodotto che sa evocare terra e tradizione, passione e saper fare». A suo avviso, “È Verdiso” ha il merito di accompagnare il turista dentro il territorio, facendoglielo conoscere passo dopo passo, attraverso escursioni e degustazioni guidate.

Il calendario della rassegna intreccia enogastronomia, esperienze all’aria aperta e momenti di incontro. A metà settimana è in programma una degustazione guidata dedicata ai “Vini coraggiosi delle Piccole Dolomiti”, accompagnata da abbinamenti gastronomici pensati ad hoc. La sera successiva i riflettori si spostano su una cena a tema, quella con la paella, che porta nel borgo un tocco di sapori mediterranei. Venerdì è invece la volta di una cena dedicata alle erbe spontanee, occasione per riscoprire il legame tra cucina tradizionale e raccolta in natura.

Il sabato pomeriggio le colline diventano una grande palestra a cielo aperto con la proposta di yoga tra i vigneti, pensata per chi desidera vivere il paesaggio in modo lento e consapevole. Subito dopo, nel tardo pomeriggio, si tiene la premiazione del Concorso Enologico “È Verdiso”, momento centrale per i produttori che hanno presentato i loro campioni alla giuria. La serata prosegue in piazza Brunelli con “APE in piazza”, un aperitivo accompagnato da musica, dove i calici di Verdiso incontrano finger food e piatti tipici.

La domenica la festa si allarga ulteriormente al territorio con “Trattori in festa tra le Serre e le Coste”, un raduno di trattori moderni che sfilano tra le due note località di Combai, seguito da degustazioni in cantina e pranzo. In tarda mattinata torna anche “Tra i filari con il produttore”, la passeggiata in compagnia degli agricoltori che guidano i visitatori nei vigneti, raccontando la storia del Verdiso, le tecniche di coltivazione e i segreti della vendemmia eroica, prima di un nuovo momento conviviale a tavola. Nel pomeriggio, uno spettacolo di burattini chiude la giornata, pensato soprattutto per i più piccoli ma capace di coinvolgere tutta la famiglia.

In questo intreccio di incontri, calici e paesaggi, la 34ª edizione di “È Verdiso” conferma ancora una volta Combai come uno dei luoghi chiave per conoscere il Verdiso e, più in generale, per capire come un piccolo borgo collinare possa valorizzare il proprio vino simbolo attraverso la cura del paesaggio, la partecipazione della comunità e la capacità di accogliere chi arriva da fuori con un sorriso e un bicchiere pronto da alzare.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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