A Combai il Verdiso torna protagonista tra vigne, storia e sapori di primavera

Il taglio del nastro dell’edizione numero 33

A Combai, nel Comune di Miane, la primavera ha il profumo delicato del Verdiso. Con il taglio del nastro dell’edizione numero 33 di “è Verdiso”, la Mostra del Vino Verdiso ha riportato al centro del borgo non solo i calici, ma anche la storia di un vitigno antico e il legame profondo tra paese, colline e comunità.

«Quando abbiamo inaugurato la prima rassegna di è Verdiso nessuno avrebbe scommesso un soldo sulla sua longevità. Ci dicevano che non saremmo arrivati alla seconda edizione. E invece eccoci alla trentatreesima». Con queste parole Maria Vittoria Moro, presidente della Pro Loco di Combai, ha aperto la manifestazione, ricordando come tutto sia nato da un’idea precisa: insieme a Giovanni Follador e all’associazione Amici del Verdiso, l’obiettivo era mantenere in vita un vitigno antico e autoctono, che rischiava di essere soppiantato e dimenticato.

Alla cerimonia d’inaugurazione dell’edizione 2024 hanno preso parte il sindaco di Miane, Denny Buso, e la baby sindaca, Giulia Bortolini, portavoce del consiglio comunale dei ragazzi. Proprio Giulia ha ricordato l’impegno dei più giovani nella promozione del territorio e dei suoi prodotti, segno di come la storia del Verdiso parli anche alle nuove generazioni.

Nel suo intervento, l’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner, ha sottolineato l’importanza di una rassegna che non è solo festa, ma anche strumento di valorizzazione di un vitigno identitario. Il Verdiso racconta infatti la storia agricola di Combai: un tempo le colline del paese erano letteralmente gremite di filari di questa uva.

«Era senza dubbio il vino prevalente rispetto al Prosecco» ha ricordato Giovanni Follador, presidente UNPLI e coordinatore della Primavera del Prosecco, intervenuto durante l’inaugurazione. «Poi ha rischiato di sparire e ci è sembrato utile e doveroso fare qualcosa, affinché non scomparisse con lui anche una pagina della storia locale». La rassegna “è Verdiso” nasce proprio da questo intento: difendere un vino di nicchia e, allo stesso tempo, offrire al visitatore un racconto completo del territorio attraverso degustazioni, passeggiate e incontri.

Il secondo e ultimo weekend di “è Verdiso”, inserito nel cartellone della Primavera del Prosecco, propone un calendario fitto di appuntamenti enogastronomici e all’aria aperta, che permettono di vivere le colline non solo con il bicchiere, ma anche con il passo lento di chi cammina tra i filari.

Sabato 11 maggio, nel primo pomeriggio, è dedicato ai fornelli. Dalle 15.00 è in programma “Oggi cucino io”, un laboratorio di cucina con le erbe spontanee, pensato per tutti, a partire dai 5 anni in su. Un’occasione per imparare a riconoscere e utilizzare in cucina le erbe di campo, seguendo le indicazioni di chi conosce bene prati e sentieri di queste colline.

Alle 17.00 lo sguardo sul paesaggio si allarga con “Among the fruity hills”, una passeggiata di circa cinque chilometri tra vigneti e secolari castagni di Combai, condotta interamente in lingua inglese. È un modo diverso per avvicinare ospiti internazionali e appassionati di idioma anglosassone alle colline del Verdiso, alternando spiegazioni, scorci panoramici e racconti di vita contadina.

La giornata di sabato si chiude alle 18.00 con la premiazione del Concorso Enologico “è Verdiso”, momento molto atteso dai produttori che hanno presentato i loro vini alla giuria tecnica. È l’occasione per conoscere le aziende che meglio interpretano il carattere di questo vitigno e per capire quanto lavoro, tra vigna e cantina, stia dietro a ogni bottiglia.

Domenica 12 maggio la festa comincia già al mattino. Alle 10.00 parte “Tra i filari con il produttore”, un incontro diretto tra chi coltiva le vigne e i visitatori: si cammina tra i filari, si osservano da vicino i ceppi, si ascoltano storie di vendemmie e si scoprono i segreti del vigneto raccontati da chi, ogni giorno, lavora sulle “rive” del paese.

Per tutta la giornata il borgo ospita anche una esposizione di auto d’epoca Alfa Romeo, che aggiunge un tocco di eleganza e di fascino meccanico alle vie di Combai, creando un dialogo curioso fra il mondo del vino e quello dei motori storici. Nel pomeriggio, alle 17.00, il programma si chiude con “Sgarbar bisi come na olta”, iniziativa realizzata in collaborazione con l’associazione “Bisicoltori di Borso del Grappa”. Un tuffo nella tradizione contadina, che insegna o fa riscoprire il modo di sgusciare i piselli “come una volta”, tra gesti lenti, racconti e convivialità.

Così, tra calici di Verdiso, profumo di erbe spontanee, passeggiate fra vigneti e castagni, auto storiche e gesti antichi legati alla terra, la 33ª edizione di “è Verdiso” conferma ancora una volta Combai come uno dei luoghi chiave per conoscere da vicino questo vitigno e, attraverso di esso, la storia agricola delle colline dell’Alta Marca.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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