Sul sentiero di Papa Giovanni XXIII: tra la Pieve millenaria e le colline del Feletto

A San Pietro di Feletto, nel 2019, è stato inaugurato il sentiero che Papa Giovanni XXIII amava percorrere durante i suoi soggiorni tra queste colline. Il “Papa buono”, allora patriarca di Venezia, raggiungeva spesso questo paesino collinare panoramico per momenti di preghiera e meditazione. Da instancabile camminatore partiva dalla millenaria Pieve di San Pietro di Feletto e seguiva un tracciato di circa quattro chilometri, immerso tra carpini, viti e castagni, in un paesaggio che oggi chiunque può ripercorrere seguendo le sue orme.

Il cammino si snoda lungo via Roncalli, per poi dirigersi verso il “Roccolo”, uno dei luoghi che Giovanni XXIII prediligeva, circondato dal verde e avvolto nel silenzio. Da qui il percorso continua nel mosaico di colline che caratterizza il felettano, permettendo di ammirare la dorsale di Manzana e la collina di Formeniga, sulla cui sommità si alza la chiesa di San Pancrazio. Lungo il tragitto lo sguardo si apre su una vista a 360 gradi: si riconoscono le colline di Tarzo e del Vittoriese, le Prealpi Trevigiane, il Col Visentin, il taglio della Val Lapisina, il monte Pizzoc e l’altopiano del Cansiglio. Si racconta che, percorrendo questo itinerario, Papa Giovanni XXIII si fermasse spesso a parlare con i passanti, e che gli anziani del posto ricordino ancora i suoi modi gentili e il passo svelto.

L’inaugurazione del sentiero, molto partecipata dalla comunità di San Pietro di Feletto, ha riunito attorno alla Pieve amministratori, associazioni e studenti. Erano presenti il sindaco Loris Dalto, gli alunni delle scuole, il presidente del Comitato Papa Giovanni XXIII Alberto Stocco e Alessandro Collodel, presidente degli “Amici dell’Antica Pieve”. A dare la benedizione è stato il vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo, che ha voluto indirizzare il suo gesto non tanto al sentiero in sé, quanto alla comunità che ha saputo unirsi per custodire il ricordo del Santo Padre e trasformarlo in un percorso condiviso.

Dopo l’intonazione de “L’Inno di Mameli” da parte dei ragazzi e gli interventi delle autorità presenti, ha preso la parola un giovane rappresentante del consiglio comunale dei ragazzi. Insieme alla dirigente scolastica, ha ricordato la figura di Giovanni XXIII come modello di bontà e semplicità, vicino alla gente e capace di parlare al cuore delle persone comuni. Per l’occasione è stata letta anche una lettera di Ivan Bastioni, per anni segretario personale del cardinale Loris Francesco Capovilla, nella quale si sottolinea come “camminare ripercorrendo i passi fatti da un santo uomo possa aiutarci a immaginare i suoi pensieri lungo quel tratto di strada, un modo per staccarci dalla frenesia quotidiana e tornare a godere di ciò che abbiamo”. Parole che ben descrivono lo spirito con cui affrontare oggi questo itinerario naturalistico e spirituale.

La definizione del sentiero dedicato al Papa buono, inteso come percorso naturalistico, storico, culturale e spirituale, affonda le radici in un lavoro iniziato sei anni prima dell’inaugurazione. Il Comitato Papa Giovanni XXIII, affiancato dall’amministrazione comunale di San Pietro di Feletto e sostenuto dalle ricerche di monsignor Nilo Faldon, sacerdote della diocesi di Vittorio Veneto, ha raccolto documenti, testimonianze e memorie legate alla presenza del futuro Papa su queste colline. Una delegazione del Comitato è scesa fino a Roma, dove ha fatto visita a Papa Francesco, chiedendo alla Curia una benedizione ufficiale per il progetto. Tornata in diocesi, ha trovato l’appoggio del vescovo di Vittorio Veneto e dell’amministrazione comunale, che hanno accolto con entusiasmo l’idea del nuovo tracciato.

«L’amministrazione, le associazioni del territorio e i cittadini hanno partecipato con noi a questo sviluppo – ha spiegato Alberto Stocco, titolare del Relais Ca’ del Poggio e presidente del Comitato –. La memoria storica è molto forte e sentita e l’idea finale è quella di proporre questo sentiero di Papa Giovanni XXIII anche come strumento di promozione turistica». Chi oggi parte dalla Pieve di San Pietro di Feletto e segue il cammino tra carpini, viti e castagni non percorre solo una bella passeggiata tra le colline del Prosecco, ma entra in contatto con una pagina di storia recente e con il modo discreto in cui un Papa santo ha scelto di abitare, per qualche giorno all’anno, queste stesse strade di campagna.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: archivio Qdpnews.it)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata

Related Posts