Dal borgo di Valdobbiadene al Duomo di Treviso: il giorno in cui un vescovo venne schiaffeggiato

Cronaca dello Zuccato da’ Principi di Trivigi fino al 1537 – fonte foto: Biblioteca Capitolare di Treviso – Terra e Genio

Tra le storie che riaffiorano quando si fruga nella memoria locale, quella di Pietro Paolo Dalla Costa sorprende più di altre. Nato a Valdobbiadene nel 1292, arrivò a guidare la diocesi di Treviso in un’epoca in cui la città stava cambiando assetto e rapporti di forza. Le notizie su di lui sono poche e arrivano soprattutto da documenti ecclesiastici e da testi che ne ricordano la figura come quella di un uomo di Chiesa noto per rettitudine, zelo ed equilibrio nel governo della diocesi. A 32 anni era già canonico, poi decano del Capitolo, fino alla nomina: 4 maggio 1336, quando diventò vescovo di Treviso, il 46esimo della serie.

La vicenda che lo ha reso più “memorabile”, però, non riguarda una decisione pastorale o un atto pubblico, ma un episodio umiliante avvenuto sotto le volte della sua stessa chiesa. Nell’estate del 1346, in Duomo, Pietro Paolo fu aggredito fisicamente da Marino Falier, destinato a diventare il futuro doge di Venezia. Falier, nobiluomo veneziano, a Treviso si muoveva con grande disinvoltura: aveva già ricoperto nel 1339 il doppio incarico di podestà e capitano cittadino, e tornò a rivestire quelle cariche per circa un anno a partire dal 4 agosto 1346.

Il motivo dello scontro, raccontano le fonti, fu una questione di tempo e di prestigio. Falier schiaffeggiò pubblicamente monsignor Dalla Costa, accusandolo di essersi attardato durante la processione del Corpus Domini. Per lui, la mancanza di puntualità da parte del vescovo di una città entrata da pochi anni nell’orbita della Repubblica di San Marco era un’offesa intollerabile. La reazione fu descritta come smodata e incresciosa, ma, per quanto se ne sappia, non lasciò conseguenze evidenti o almeno documentate.

Se si allarga lo sguardo oltre l’episodio, resta anche il profilo di un vescovo coinvolto in un cantiere che parla ancora al territorio. Esiste ampia testimonianza del suo interessamento, e dell’intervento diretto, nel restauro della “Villa dei Vescovi” a Montebelluna, residenza estiva almeno dal 1116, distrutta da un incendio durante la guerra tra la Serenissima e gli Scaligeri. Nel 1337 Dalla Costa ne affidò la ricostruzione a maestranze veneziane, con lavori seguiti dai murarii di Giavera. Resse la diocesi fino al 1351; sarebbe morto un anno dopo e venne sepolto nella cripta della cattedrale, all’altare del crocifisso.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: archivio Qdpnews.it)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata

Related Posts