Quando a Valdobbiadene arrivano i fuochi d’artificio a illuminare la notte, qui lo sanno tutti: è il segnale che l’Antica Fiera di San Gregorio è arrivata alla sua ultima curva, quella che chiude tre giorni intensi e lascia il paese con la sensazione di aver vissuto qualcosa di grande, ma familiare. È successo anche quest’anno, con la chiusura di lunedì, nel solco della tradizione e con un bilancio che l’organizzazione non ha esitato a definire “da record”.
I numeri, del resto, parlano chiaro: nei tre giorni dell’evento si sono toccate le 100 mila presenze, con un indotto diretto e indiretto stimato intorno ai 5 milioni di euro. Una conferma forte per una manifestazione che, nelle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, resta un punto di riferimento non solo per chi vive di campagna e vigneti, ma anche per chi cerca un’occasione concreta di incontro, scambio e identità condivisa.
A fare la differenza è stata soprattutto la macchina che si vede poco, ma regge tutto: i dipendenti comunali, più di 100 volontari e oltre 300 espositori. Sono loro ad aver dato vita a un centro pieno e vitale, tra Piazza Marconi, Villa dei Cedri, Palazzo Celestino Piva e le vie di Valdobbiadene, con proposte pensate davvero per età e interessi diversi, senza l’effetto “vetrina” e con tanta sostanza.
Accanto alla parte più popolare, la fiera ha tenuto ben saldo anche il lato tecnico, grazie alla collaborazione con le associazioni di riferimento del comparto agricolo: Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG, Confagricoltura, Coldiretti e Cia. Da qui sono nati incontri specifici, come quello del 4 marzo, centrato sulla lotta alla peronospora, tema che in queste zone non è teoria ma quotidianità di lavoro.
E anche a sipario calato, l’agenda non si spegne: l’ultimo appuntamento in programma è fissato per mercoledì 12 marzo alle 20.30, all’Auditorium Piva, con un convegno a cura di Confartigianato dal titolo “Ignora pure l’Intelligenza Artificiale (Lei non farà lo stesso con te)”. L’incontro è strutturato in due momenti: prima un focus su turismo e strumenti di intelligenza artificiale con esempi pratici, poi un passaggio su come realtà virtuale e aumentata stiano incidendo sulla manifattura.
Dentro questa cornice, la Fiera continua a muoversi su un doppio binario che a Valdobbiadene viene naturale: valorizzare economia e storia del territorio, ma tenere lo sguardo aperto. Lo dimostra anche la presenza dei Comuni della Costiera Amalfitana – Furore, Conca dei Marini e Minori – insieme al Comune di San Gregorio Magno (Salerno), legati da un Patto d’Amicizia che dà alla manifestazione un respiro più ampio. E se qui c’è una frase che torna spesso, è quella che sembra guidare ogni nuova edizione: “mai sedersi sugli allori”. Non a caso, mentre i fuochi si spegnevano, l’organizzazione parlava già di una Fiera 2026 ancora più ricca e coinvolgente.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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