A Pianezze di Valdobbiadene, ai piedi del monte Cesen, la giornata della Mussada ha avuto il sapore delle cose fatte bene e senza fronzoli: un appuntamento molto partecipato, capace di richiamare tante persone nel piazzale del Donatore e di rimettere in circolo gesti, parole e abitudini che qui non sono folklore, ma memoria concreta di montagna. L’edizione 2024 ha confermato che la rievocazione della fienagione in alpeggio non è affatto un ricordo sbiadito, anzi continua a trovare pubblico, energie e volontari pronti a farla vivere.


La mattina si è aperta con una passeggiata guidata che ha messo insieme curiosi e appassionati: circa un centinaio di persone ha seguito il percorso organizzato da Naturalmente Guide insieme ai volontari della Pro Loco di Valdobbiadene, con l’idea di spiegare sul campo le usanze di un tempo, quelle legate al lavoro nei prati in quota e alla vita di malga. È il momento in cui, più che “guardare”, si capisce davvero: perché certe scelte, certi attrezzi, certi ritmi avevano un senso preciso.


Nel pomeriggio è arrivata la parte più attesa, La Mussada vera e propria, vinta da Malga Molvine. Protagoniste assolute le musse, le antiche tregge di legno usate per trasportare a valle il fieno tagliato in altura. Allestite dalle diverse malghe e dalle strutture ricettive della montagna locale, sono state condotte lungo il tracciato tradizionale che parte da località Barbaria e scende fino a Pianezze passando per il Giaròn: un passaggio che, visto dal vivo, restituisce tutta la fatica e l’intelligenza pratica di chi lavorava in pendenza.


Questa edizione ha avuto anche un risvolto molto “di paese”: l’occasione di riallacciare i rapporti tra centro e montagna, sostenendo chi organizza e chi partecipa. I ragazzi della Pro Loco hanno chiesto all’associazione Valdobbiadene NelCuore, che riunisce diverse attività commerciali e turistiche della zona centrale, di contribuire ai premi per le squadre in gara. La risposta è stata immediata, con una partecipazione sentita e diffusa, segno che la Mussada non riguarda solo Pianezze, ma l’intera comunità.


Lo stesso spirito, del resto, si era già visto di recente anche nel sostegno alle iniziative della Consulta dei Ragazzi, tra premi e attività legate ad altri eventi locali. Alla fine resta l’immagine più vera: una tradizione che funziona perché è condivisa, e perché riesce ancora a far parlare, insieme, montagna, lavoro e paese.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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