Fabiana, soprano 2.0: “La musica colta deve contaminarsi per non scomparire”

Estroversa, talentuosa, bella (che non guasta), ambiziosa, eclettica. Un mix decisamente “esplosivo”, abbastanza da far storcere il naso ai “parrucconi” del suo mondo troppo spesso ovattato.

Lei è Fabiana Visentin, 30 anni, nata, cresciuta e residente a Caselle di Altivole: di professione soprano. Con le idee ben chiare sulla sua filosofia musicale e, in senso più ampio, di vita: “Soffro molto lo snobismo nella musica colta – dice – Ci vuole sempre rispetto, ma io sono per la contaminazione perché se il nostro mondo continua così, mantenendosi chiuso, è destinato a morire”.

Non a caso, come spiega sorridendo, “quando c’è da cantare qualcosa di strano chiamano sempre me”. Voce particolarmente acuta, esibitasi già al teatroLa Fenice di Venezia, all’Accademico di Castelfranco Veneto e all’Olimpico di Vicenza (“Il sogno sarebbe arrivare a cantare all’Arena di Verona”), Fabiana, la più giovane di quattro fratelli (Marta, anche lei cantante, Roberta e Francesco), proviene da una famiglia molto semplice, segnata però da un lutto precoce: quello di papà Primo, titolare di un’azienda agricola, scomparso quando lei non aveva ancora 8 anni.

“Morì proprio pochi giorni prima del mio ottavo compleanno – racconta – Ma io credo nel destino e, solo due giorni dopo la sua scomparsa, vidi per caso una fiction tv su Maria Callas e ne rimasi molto colpita. Mi era sempre piaciuto cantare, lo facevo già nel coro della chiesa e avevo anche fatto delle selezioni dello Zecchino d’Oro. Ma la scintilla vera della passione scattò lì, guardando quel film”.

La piccola Fabiana, impressionata da quel che ha visto, chiede a mamma Imelda di comprarle il cd della Callas per il suo compleanno. La prima rudimentale ma preziosa tappa di un percorso nella musica, e nella lirica in particolare, che prosegue con successo ancora oggi.

“La mia prima ‘esibizione’? Beh una volta cantai il ‘Nessun dorma’ al karaoke – spiega la soprano ridendo di gusto – A 11 anni ricordo di aver registrato invece il ‘Fantasma dell’Opera’. Raggiungevo già note molto acute”.

La prima opera vista dal vivo, invece, fu la Turandot di Puccini, all’età di soli 10 anni. La sua passione per il “bel canto” si alimenta anche durante le scuole medie, grazie anche a Sara, un’insegnante altrettanto appassionata: “Aveva creato un gruppo polifonico di flauti e spesso io cantavo”.

Poi arriva il liceo, che Fabiana frequenta a Castelfranco Veneto: Giorgione, indirizzo musicale. Nel frattempo per, parallelamente, riesce a farsi ammettere al Conservatorio “Steffani”, dove si diploma nel 2018. Ma lì succede qualcosa di imprevisto.

“Già arrivare alla maturità, comunque superata brillantemente, fu un supplizio per me – racconta la 30enne – Entrai in crisi, colta da un rifiuto che mi portò a pensare di non voler più cantare”. Troppi formalismi, troppa rigidità per il suo carattere esuberante ed espansivo.

“Non volevo più saperne, infatti cominciai a lavorare in un bar del mio paese a tempo pieno”. Ma la passione per il canto, come un fiume carsico, rispuntava sempre fuori, tanto che Fabiana continua a prendere lezioni private. E, nel frattempo, inizia a cantare in un gruppo locale, con cui, nell’agosto del 2018, fa una tournée in Brasile suonando per i “Veneti nel mondo”.

“Un’esperienza bellissima, che mi ha tolto un po’ di quel peso che sentivo e che mi ha fatto riscoprire il lato ludico della musica“, spiega lei. Che, una volta rientrata, lascia il lavoro da barista (e non solo) e decide di tornare con decisione sulla sua “strada maestra”: quella del canto.

Credit foto: Erica Tafferini

“Mi sono proprio detta che non poteva finire così e sono ripartita – sottolinea la soprano altivolese – Ho trovato un’insegnate romana, Cinzia Forte, che faceva lezioni a Bologna. Così, da pendolare, andavo da lei a studiare e , nel frattempo, per mantenermi avevo cominciato a lavorare nella tappezzeria di mia sorella”.

C’erano anche l’esigenza e il desiderio di iscriversi al Conservatorio di Ferrara, ma distanza e spese lo sconsigliavano. In quel mentre il mondo si ferma: è il 2020 e arriva il Covid che, pur nella tragedia che è stato, per Fabiana sortisce anche un effetto “positivo”. La possibilità di studiare a distanza.

Si iscrive a Ferrara dove, nel 2022, si diploma in “Canto lirico“, cominciando anche a insegnare in alcune scuole di musica. Si specializza poi in “Canto Rinascimentale e Barocco“, un mondo musicale perfetto per la sua voce. “Una realtà molto diretta e, a suo modo, pop”, spiega lei.

Da qui concerti, opere e anche il crossover – a proposito di contaminazioni – con il tenore-pop Luca Minnelli, che la coinvolge in un progetto “misto” capace di tirare fuori tutto il suo eclettismo musicale. E che la porta a cantare in alcuni concerti anche con lo storico gruppo veneziano “Le Orme”.

“Questa mescolanza, per tornare al tema, non piace a tutti, anzi…fa storcere molto il naso ai puristi del nostro mondo – sottolinea Fabiana – A me invece consente di esprimermi al meglio e soprattutto di far arrivare la mia arte anche ai più giovani. Ripeto, se la musica colta non si apre, rischia di scomparire”.

Un’espressività, la sua, che trova spazio anche sui social, in particolare su Instagram, dove il suo profilo “onlyfab_soprano“, che gioca ironizzando sul ben più noto “onlyfans”, è ricco di immagini e video che la ritraggono all’opera (con la minuscola).

“Da qui mi sono anche arrivate accuse di superficialità – conclude lei – Ma forse il vero superficiale è chi si ferma soltanto all’immagine esteriore per giudicare la persona. Ormai si lavora anche con l’immagine, ma senza una solida base fatta di studio, passione e sacrifici, non si va lontano. Serve sempre una onestà artistica con sé stesso e con il pubblico”.

(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza e Fabiana Visentin)
(Articolo, foto e video di proprietà di Dplay Srl)
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