Continue vessazioni da parte dei bulli perché ritenuto “diverso”, consumate sul bus della scuola e anche su un gruppo whatsapp. Tanto da causare nella vittima un profondo stato di disagio fisico ed emotivo.
Chiuse nei giorni scorsi dalla Procura dei Minori le indagini a carico di cinque giovani trevigiani, tutti tra i 16 e i 17 anni, italiani, che ora dovranno rispondere dei reati di stalking aggravato, minacce, percosse, violenza privata, rapina e lesioni.
Tutto è partito dalla denuncia dei genitori di un 17enne, vittima tra maggio e giugno 2024 di numerosi episodi di offese, prese in giro, minacce (anche con un coltello) e insulti. Ad accanirsi contro di lui sarebbero stati proprio i cinque coetanei (a cui se ne aggiunge un sesto, maggiorenne, per il quale tuttavia non c’è ancora l’avviso di chiusura delle indagini), che frequentavano lo stesso istituto, una scuola superiore della Pedemontana, e condividevano il medesimo tragitto.
Durante il quale il 17enne, etichettato come “Emo”, veniva continuamente preso di mira dai “bulletti”, sino ad arrivare in alcuni casi – secondo la Procura – alle minacce con un coltellino a scatto per farsi dare soldi. Tanto che lo stesso, ad un certo punto, ha iniziato ad andare male a scuola e a perdere visibilmente peso.
Da qui la preoccupazione dei genitori della vittima, che apprendendo delle continue vessazioni subite dal figlio, hanno prima tentato il dialogo con le mamme e i papà dei bulli, poi, assistiti dall’avvocato Alessandra Nava, si sono visti costretti a presentare denuncia ai Carabinieri, che hanno avviato le relative indagini ora chiuse dalla Procura dei Minori di Venezia.
(Autore: Alessandro Lanza)
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