“Ho depositato in Consiglio regionale del Veneto una risoluzione rispetto al tema del ripristino delle province, che auspico venga votata all’unanimità. È forte e unanime il ‘sentiment’ che sto percependo in questi giorni, da quando sono state ripristinate in Friuli Venezia Giulia. Si sono riaccese discussioni e questo fa piacere, perché si è capito che, se messe in condizioni di lavorare bene, risultano fondamentali soprattutto per dare risposte celeri alle esigenze dei cittadini”.
Lo scrive in una nota il consigliere regionale di Lega – Liga Veneta, Stefano Marcon. Che ricorda: “Domenica terminerò il mio mandato da presidente della provincia di Treviso. In nove anni di mio governo, ovvero dal 2016, ho investito fondi in scuole, strade e tutela dell’ambiente per ben 291 milioni di euro, così suddivisi: 190 milioni per migliorare i 100 edifici destinati alle scuole superiori, che ogni anno accolgono 40.000 studentesse e studenti in tutto il territorio, 91 milioni per riqualificare gli oltre 1200 km di strade provinciali, e oltre 10 milioni per tutelare l’ambiente con bandi ad hoc per cittadini, imprese e Comuni. Oltre alle funzioni fondamentali citate, la Provincia ha portato avanti le attività di supporto ai Comuni, attraverso i servizi della Stazione Unica Appaltante, 145 milioni gestiti solo nel 2025, i concorsi per l’assunzione di personale nella Pubblica Amministrazione – 477 iscritti alle selezioni pubbliche indette dalla Provincia nel 2025 e 45 interpelli svolti dai Comuni convenzionati con l’Ente -, la concessione degli spazi del Sant’Artemio per l’organizzazione di eventi e il supporto nella digitalizzazione e nei sistemi informatici. Da questo si può ben capire come le Province siano enti intermedi fondamentali per la buona gestione del territorio”.
“Nella risoluzione che ho depositato – spiega Marcon – le Province sono individuate come l’ente di connessione tra città e territori lontani dalle maggiori vie di comunicazione, tra vita urbana e vita nelle aree interne e montane; il loro ruolo è prezioso sul terreno della coesione, a partire dai tradizionali àmbiti della viabilità e dell’istruzione, per contrastare la rischiosa condizione che, per alcuni settori della popolazione i diritti di cittadinanza siano resi di fatto meno fruibili; inoltre, tali enti intermedi, chiamati all’attuazione di parti del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, stanno portando a compimento con efficacia il loro compito, riguardante soprattutto l’adeguamento e la messa in sicurezza di edifici scolastici. Nella risoluzione inviata ai presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, nonché alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e ai componenti del Parlamento eletti nella Regione del Veneto alle ultime elezioni politiche chiedo pertanto il loro ripristino anche nelle regioni a statuto ordinario come il Veneto”.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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