Lasciato a terra in mezzo alla neve perché aveva il biglietto “sbagliato”, e così il bambino di 11 anni ha dovuto percorrere da solo sei chilometri a piedi per tornare a casa. La vicenda avvenuta nel Bellunese lungo la linea Calalzo–Cortina ha un epilogo simbolico: la Fondazione Milano Cortina 2026 ha proposto al ragazzino un ruolo nella Cerimonia di Apertura delle Olimpiadi invernali a Cortina. La famiglia – secondo quanto riporta l’Ansa – avrebbe accolto la proposta con entusiasmo.
Il bambino, residente a Vodo di Cadore, stava rientrando da scuola quando è stato fatto scendere dall’autobus perché in possesso di un biglietto da 2,50 euro, la tariffa abituale. Su quella corsa però il costo era salito a 10 euro con l’introduzione dei biglietti giornalieri in vista dei Giochi. Rimasto solo alla fermata, ha iniziato a camminare affrontando neve e freddo intenso.
Sei chilometri percorsi a piedi con lo zaino in spalla, lungo una ciclopedonale completamente innevata. All’arrivo a casa il bambino era stremato e in ipotermia, con i vestiti bagnati fino alle cosce. Non ha potuto avvisare i genitori perché a scuola non è consentito portare il telefono cellulare. La famiglia aveva vissuto in precedenza a Susegana, prima del trasferimento in Cadore nel 2020.
Sulla vicenda Dolomiti Bus, titolare del servizio di linea, ha comunicato l’avvio immediato di approfondimenti attraverso una commissione interna di inchiesta per accertare la dinamica dei fatti, con particolare attenzione alla tutela del minore. Il conducente coinvolto è stato sospeso in via prudenziale dal servizio e sono stati richiesti chiarimenti alla ditta che ha effettuato la corsa. La società ha inoltre avviato contatti con la famiglia per la ricostruzione dell’accaduto.
Anche l’azienda che ha svolto materialmente il servizio ha attivato una procedura interna di verifica e confermato la sospensione cautelativa del conducente, assicurando piena collaborazione con gli enti competenti e l’adozione di misure per evitare il ripetersi di episodi analoghi.
Sull’accaduto la Procura della Repubblica di Belluno, ha aperto un’inchiesta per chiarire responsabilità e ricostruire quanto avvenuto.
(Autore: Simone Masetto)
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