Il caso del bimbo lasciato a piedi alla “Vita in diretta”. L’autista: “Mi sentirei male a perdere il lavoro a 62 anni”

Il caso del bambino lasciato a piedi a San Vito di Cadore sta ancora facendo parlare. Secondo una prima ricostruzione, l’undicenne sarebbe stato costretto a percorrere 6 chilometri a piedi tra la neve per rincasare, non avendo con sé il biglietto dal prezzo maggiorato (a 10 euro in vista delle Olimpiadi, a fronte del biglietto ordinario da 2,50 euro).

Come emerso nel corso della puntata di ieri della trasmissione “La vita in diretta”, in onda su Rai 1, le versioni della famiglia del bambino e dell’autista non coinciderebbero tra loro.

Il conducente intervistato, infatti, ha affermato di non aver mai detto al bambino di scendere dal mezzo, ma di averlo solamente informato dell’aumento del prezzo del biglietto, anche per i residenti.

“Il bambino è salito a bordo e voleva timbrare il biglietto: non gli ho mai detto di scendere – ha raccontato -. Ci sono le telecamere sopra alla corriera: se le telecamere dovessero smentirmi, pagherò quello che devo pagare”.

L’autista ha quindi riferito quanto quella giornata non fosse partita bene, con degli insulti ricevuti al mattino, “il traffico, la neve e un disordine ad andare su”.

Ora, per l’uomo, che si è scusato pubblicamente con il bambino e la sua famiglia, resta la paura di perdere il lavoro: “Mi sentirei male a perdere il lavoro a 62 anni – ha confessato -. Non pensavo ci fosse tutto questo clamore mediatico. Chiedo scusa”.

Da parte sua, la madre dell’undicenne (il quale, nel frattempo, è stato invitato da Fondazione Milano Cortina 2026 ad avere un ruolo nella cerimonia di apertura delle Olimpiadi) ha dichiarato di comprendere la posizione dell’autista, nonostante il ricordo del figlioletto rimasto a piedi nella neve.

“Dopo un’ora di angoscia per me, è tornato a casa con le labbra blu. Mio figlio mi ha detto: ‘Lo perdonerò se è davvero sincero’ – ha spiegato la mamma -. Spero che questa cosa non succeda più”.

“Mio figlio è felicissimo di andare alla cerimonia delle Olimpiadi” ha aggiunto.

Nel frattempo, in studio la psicologa e criminologa Roberta Bruzzone ha spostato l’attenzione verso un altro aspetto della vicenda: la professionista ha indicato la mancanza di umanità da parte degli altri passeggeri a bordo che, alla vista di quanto stava avvenendo, non hanno aiutato l’undicenne.

(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: “La vita in diretta” – puntata del 2 febbraio 2026)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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