Il suo talento è sbocciato in età adulta, al culmine di una percorso personale non certo “ortodosso” e lineare. Lei è Olga Somyk, in arte “Olya Solare“, artista ucraina 44enne che vive in Italia ormai da una ventina d’anni e che, da circa due mesi, ha arto il suo studio a Pieve di Soligo, al civico 12 di Corte del Medà.
“Ogni quadro è un pezzo della mia esperienza da condividere con gli altri”, spiega lei. Un’esperienza, la sua nel Belpaese, iniziata da Santa Maria Capua Vetere e passata poi per Ercolano. La prima tappa veneta, invece, è a Spinea, mentre l’approdo finale – tre anni fa – proprio a Pieve di Soligo.
“La vicinanza geografica con Venezia e l’influsso artistico di questa meravigliosa città mi hanno molto ispirata nel mio percorso” racconta Olga, che proprio nel capoluogo veneto ha frequentato un corso di acquarello e disegno all’Accademia di Tintoretto.
“Da bambina non mi sarei mai immaginata di diventare un’artista e, anche oggi, il definirmi così mi suona un po’ strano”, sottolinea la 44enne.
Gli studi in Economia internazionale e poi, nel 2003, il matrimonio con la nascita di una figlia. Un percorso professionale e di vita che di “artistico” sembrava avere ben poco. E invece? “Invece dopo la fine di quella relazione, quando la mia bimba aveva solo tre anni, sono stata costretta a guardarmi dentro e a cercare in modo più deciso quali fossero realmente i miei talenti – spiega ancora ‘Olya Solare’ -Sono andata a studiare psicologia e lì è nata la passione per l’arte in acrilico, vista però ancora come terapia”.


L’arrivo del Covid-19 e del successivo lockdown, pur nella tragedia, consentono a Olga di scoprire meglio il suo vero talento e di svilupparlo. “Una volta arrivata poi qui a Pieve di Soligo ho frequentato anche un corso online di pittura in acrilico, che mi ha portato a una vera e propria esplosione di creatività – prosegue la 44enne – Ho realizzato tantissime opere in quel momento, soprattutto dipinti astratti”.
Anche l’influsso pievigino, oltre a quello veneziano già citato, si fa fa sentire: “Questa città e più in generale questa zona ispirano creatività e infondono energia – sottolinea l’artista – Io amo i silenzi e la tranquillità quando dipingo e qui è perfetto”.
Non a caso la scelta di aprire uno studio in centro, in un’area con grandi potenzialità ancora da esprimere a pieno: “Ma secondo me è meglio rimboccarsi le maniche e fare, anziché lamentarsi e aspettare e basta – conferma Olga – Vorrei che questo studio, col tempo, diventasse un laboratorio di “art relax”, un salotto all’insegna della libertà creativa. E spero che anche questo contribuisca a far vivere quest’area, che adoro”.
Intanto, oltre alla partecipazione a mercatini artigianali e a qualche mostra collettiva, nel settembre scorso è arrivato anche un premio in un concorso a Conegliano. Con i clienti che, sempre di più, apprezzano la sua pop art (i quadri si possono ammirare anche online), “settore” in cui si è ormai specializzata.
Con un pensiero, viste le sue origini, sempre rivolto all’Ucraina martoriata dalla guerra: “Provo un grande dolore nel pensare a tutti coloro che sono dovuti scappare o sono morti – conclude Olga – Non vedo l’ora che questo terribile conflitto finisca. E tuttavia sono estremamente orgogliosa della resistenza ucraina: mio cugino che viveva in Irlanda, per fare un esempio, ha lasciato tutto per andare a combattere. E per superare il confine, una volta arrivato in Polonia, ha dovuto gettarsi in un fiume e nuotare fino all’altra sponda. La mia esperienza? Io per 5 anni ho vissuto a Kiev e posso dire che tra russi e ucraini c’era sempre una diversità ma, prima della guerra, non c’era affatto questo odio. Anzi, ci si mescolava senza particolari problemi”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Alessandro Lanza)
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