La “marmotta” fa cilecca: banda messa in fuga dai Carabinieri

La marmotta non funziona e l’assalto allo sportello automatico delle poste di Chiarano va a vuoto. È quanto accaduto nella notte, poco dopo le 2, quando una banda ha tentato di far saltare il Postamat dell’ufficio postale di via Don Giovanni Zanardo. 

Il fallimento del colpo sarebbe riconducibile al mancato scoppio dell’ordigno artigianale inserito all’interno del bancomat e al tempestivo intervento dei Carabinieri, con la banda che è stata costretta alla fuga.

Considerata la presenza dell’esplosivo, in via Don Giovanni Zanardo sono stati chiamati anche gli artificieri dell’Arma, che hanno provveduto a mettere in sicurezza lo sportello automatico consentendo poi ai Carabinieri della compagnia di Conegliano di eseguire i rilievi e le indagini del caso.

Al setaccio anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza dell’ufficio postale per cercare di risalire ai membri della banda.

Questa la nota di Poste Italiane sull’accaduto:

“I sistemi di custodia del denaro di Poste Italiane sono decisamente all’avanguardia tanto che nell’ultimo anno sono stati sventati numerosi eventi criminosi tentati in tutta Italia. Tale risultato è stato possibile grazie agli investimenti dell’azienda in materia di protezione e sicurezza che hanno consentito, ad esempio, di dotare tutti i 185 Uffici Postali di Treviso e Provincia, di dispositivi a protezione del contante, tra i quali speciali casseforti ad apertura temporizzata, e di attivare 240 sportelli dotati di rollercash, particolari casseforti collegate alle postazioni operative i cui cassetti possono essere aperti solo alla conclusione di un’operazione. Ulteriori sistemi antieffrazione sono stati introdotti a protezione degli ATM, come ad esempio la c.d. Ghigliottina che, attraverso una paratia mobile, impedisce l’introduzione di esplosivo all’interno della cassaforte stessa. La “ghigliottina” è una struttura blindata che garantisce la protezione della feritoia interna attraverso cui passa il denaro per uscire dalla cassaforte dell’ATM. Questo sistema non consente l’introduzione dell’esplosivo all’interno della cassaforte stessa rendendo vano il tentativo di attacco. L’effetto deterrente generato da tali accorgimenti, ha contribuito notevolmente alla riduzione del numero di eventi criminosi negli ultimi anni.

Poste Italiane, inoltre, ha previsto per gli Uffici Postali di Treviso e Provincia, l’introduzione di numerosi servizi di vigilanza armata e la presenza di impianti di videosorveglianza a circuito chiuso composti da oltre 136 telecamere che, oltre a monitorare possibili intrusioni notturne nei locali di Poste Italiane e contribuire al riconoscimento di eventuali rapinatori, consentono attraverso un sofisticato software di videoanalisi predittiva di riconoscere automaticamente comportamenti sospetti e potenziali attacchi agli ATM, facendo partire in tempo reale la richiesta di intervento alle Forze dell’ordine.

Nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 2026, un tentatativo di attacco all’ATM dell’UP di Chiarano sito in via Don Giobatta Zanardo 18, in provincia di Treviso è stato prontamente sventato dalla SR di Milano. Intorno alle ore 01:28, il sistema di videoanalisi colibrì ha rilevato l’oscuramento delle telecamere da parte di alcuni individui incappucciati. La SR Milano prende subito in carico la segnalazione e, visionando le immagini delle telecamere remotizzate, nota i sospetti mentre cercano di inserire un ordigno esplosivo, marmotta, dentro l’ATM. Immediatamente attivano la sirena con sintesi vocale e contestualmente allertano le Forze dell’Ordine e richiedono la messa fuori servizio dell’ATM. I Carabinieri giunti sul posto confermano la forzatura dell’erogatore delle banconote e la possibile presenza di esplosivo all’interno. In attesa dell’intervento degli artificeri, previsto nella mattinata, una pattuglia dei Carabinieri presidia l’area. Non sono stati riscontrati altri segni di effrazioni all’UP. Malviventi in fuga.

Ancora una volta l’impegno di Poste Italiane per garantire standard di sicurezza sempre più elevati, a tutela delle persone e dei beni aziendali, la dotazione di sistemi di sicurezza tecnologicamente evoluti e la stretta collaborazione con le Forze dell’ordine hanno consentito di contrastare efficacemente l’attacco predatorio”.

(Autore: Simone Masetto)
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