Treviso perde uno dei propri simboli: è morto Italo Varisco, figura di assoluto rilievo nell’arte vetraria italiana e internazionale, maestro incisore capace di portare l’antica tradizione muranese a livelli di eccellenza riconosciuti in tutto il mondo.
Nato a Murano, Varisco affondava le sue radici in una storia familiare profondamente legata al vetro. È dal padre Marco, pioniere dell’incisione su vetro negli anni Trenta, che aveva appreso i primi segreti di un’arte fatta di rigore, pazienza e sensibilità. Una formazione che si consolida negli anni Quaranta, quando il giovane Italo inizia a distinguersi alla Scuola Sperimentale del Vetro di Murano, ottenendo i primi importanti riconoscimenti.
Nel corso di una lunga carriera, Varisco ha saputo elevare l’incisione su cristallo a linguaggio espressivo di altissimo livello. Le sue opere, caratterizzate da una straordinaria capacità di “dominare” la materia, sono entrate in musei e collezioni private di prestigio. Tra i lavori più noti figurano creazioni simboliche come l’“Albero della Vita” e coppe realizzate per la Coppa del Mondo di sci, testimonianza di un’arte capace di dialogare con grandi eventi e contesti internazionali.
Oggi l’attività di famiglia è portata avanti dal figlio Marco che ha saputo innovare senza mai staccarsi dalle radici del passato e dalla tradizione tramontatagli dal padre. È stato proprio Marco, con un messaggio sui propri profili social, ad annunciare la morte. “Grazie maestro… ma sopratutto grazie immenso papà”
Il valore del suo contributo artistico e culturale è stato riconosciuto anche oltre i confini italiani, con il conferimento di una laurea honoris causa in architettura da parte di un’importante università statunitense, a suggello di un percorso che ha saputo unire tradizione e innovazione.
(Autore: Simone Masetto)
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