Si avvia alla conclusione il centenario dedicato a Don Mansueto Viezzer, figura centrale della storia musicale e culturale del territorio. Un percorso che ha attraversato l’intero 2025 con concerti e iniziative pensate non come semplice commemorazione, ma come occasione e ricerca per l’approfondimento e riscoperta della sua opera artistica e della sua esperienza di religioso.
A tracciare il bilancio dell’anno è Danilo Riponti, coordinatore del Comitato per le celebrazioni. “Siamo arrivati alla conclusione del centenario con l’idea di non limitarci al ricordo – spiega – ma di costruire un percorso capace di restituire continuità e il giusto riconoscimento alla produzione musicale di Don Mansueto”. Dobbiamo manifestare profonda gratitudine per gli splendidi musicisti che coordinati da Giancarlo Nadai hanno dato un contributo allo studio dell’Opera di Mansueto Viezzer, e a tutti coloro che, operando nel Comitato della celebrazioni , hanno profuso un impegno appassionato e costante, durato oltre un anno, distribuito su tutte le Chiese e le Istituzioni amate da Don Viezzer. Un grazie particolare alla generosa partecipazione degli Alpini e della Casa di riposo di Pieve di Soligo .
Nel corso dei mesi, le iniziative hanno collocato l’opera del compositore solighese in un contesto più ampio, evitando una lettura esclusivamente locale. “Fin dall’inizio – sottolinea Riponti – abbiamo cercato di inserire Don Mansueto all’interno di una tradizione musicale più vasta, capace di dialogare con epoche e linguaggi diversi”. Ed anzi l’opera di don Mansueto è stata posta in relazione anche ad esperienze artistiche diverse, per esempio le performance di Federico Lucchetta .
Uno degli aspetti più significativi emersi dal calendario celebrativo è stato il riscontro del pubblico. “La partecipazione è stata costante e, per certi versi, sorprendente – osserva Riponti –. Accanto a musicisti e addetti ai lavori, abbiamo visto tanti cittadini avvicinarsi a questa figura e alla sua musica, segno che anche un linguaggio complesso può creare ascolto e interesse”.
Un contributo determinante è arrivato dalla Piccola Orchestra Veneta, che ha proposto ad ogni concerto programmi in grado di accompagnare le composizioni di Don Mansueto con brani più immediatamente fruibili. “Questo approccio – aggiunge Riponti – ha favorito una comprensione più ampia del suo linguaggio musicale, permettendo di cogliere il percorso che dal grande repertorio barocco veneto arriva fino alle forme più moderne e sperimentali”. In tal senso, abbiamo accostato sovente i due Preti Rossi, Vivaldi e Viezzer, entrambi dalla capigliatura fulva.
Il centenario non rappresenta però un punto di arrivo definitivo e viene celebrato con una prima assoluta, i Sette vizi capitali. “Non vogliamo che il nome e l’opera di Don Mansueto Viezzer cadano nuovamente nell’oblio – conclude Riponti –. Stiamo già lavorando a nuovi appuntamenti, per dare continuità agli eventi del Centenario , a partire dal concerto del 29 marzo, in occasione dell’Annunciazione (che si celebra il 25 marzo) , legato alla sua profonda devozione mariana, e a un ulteriore evento in Settimana Santa con l’esecuzione del Suo Capolavoro, la Passio Domini Nostri Jesu Christi e di altri brani tratti dall’inedito I sette vizi capitali”.
A chiudere simbolicamente il percorso sarà il concerto in programma domenica 8 febbraio 2026, alle 17, nell’auditorium S.Stefano a Farra di Soligo: in programma, come si era anticipato sin dall’inizio dell’Anno Viezzeriano, la prima esecuzione assoluta de I sette vizi capitali, quartetto d’archi inedito di Don Mansueto Viezzer, affidato alla Piccola Orchestra Veneta diretta dal maestro Giancarlo Nadai. L’ingresso è libero.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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