Si stima che saranno fra i 3 e i 4 miliardi le persone che questa sera seguiranno sui loro dispositivi la Cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina.
Si tratta – come ripetuto più volte – della prima “Olimpiade diffusa”, perché le gare verranno spalmate su territori di diverse regioni (ben 3: Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige), province e città.
Il Veneto farà la sua parte, con Cortina d’Ampezzo – che torna a ospitare i Giochi dopo esattamente 70 anni – che sarà la casa di sci alpino femminile, curling e bob/skeleton.
Le Tofane, lo Stadio olimpico, la Pista “Eugenio Monti”: le discipline su neve e ghiaccio tornano ad assegnare medaglie a cinque cerchi in location precedute dalla loro stessa fama. Certo, sono serviti anni di lavori per adeguare gli impianti alle moderne esigenze (le immagini in bianco e nero di Cortina 1956 sembrano arrivare letteralmente da un altro tempo), ma questi Giochi lasceranno ai territori che li ospiteranno un’eredità (“legacy”, nel linguaggio globale) che andrà ben oltre l’impiantistica sportiva.
Un primo esempio sono le due nuove gallerie sulla Strada statale 51 di Alemagna, chiamate a eliminare i colli di bottiglia e i pericoli a Tai e Valle di Cadore, e inaugurate non più tardi dello scorso 26 gennaio.
Altro rimarrà, ma ora è il momento di concentrarsi – dopo anni a parlare di infrastrutture, logistica e hospitality – sull’agonismo, perché è vero che l’importante non è vincere ma partecipare, ma portare a casa una medaglia olimpica cambia la vita di qualunque atleta.
Intanto questa sera alle 19.45, su Rai 1 e molti altri canali, il mondo si godrà la cerimonia di apertura, in diretta dallo stadio “Giuseppe Meazza” di San Siro in Milano (curioso il suo destino: proprio ora che la casa di Inter e Milan diventa “olimpica”, se ne sta progettando la demolizione e ricostruzione).
La speranza, qui a Nordest, è che Cortina – determinante almeno tanto quanto il capoluogo lombardo per l’assegnazione dei Giochi da parte del CIO – sia adeguatamente messa in luce. L’inizio dei Giochi non è stato impeccabile, tra problemi al traffico, neve abbondante e pure un black out allo Stadio del curling: serve una visibilità planetaria, serve che la Regina delle Dolomiti e i territori limitrofi ottengano la giusta evidenza, siano messi nella giusta luce, particolarmente meritata dopo anni di cantieri, disagi, sopportazioni. E buona Olimpiade a tutti. Che un risultato, in fondo, lo ha già portato: accumuli di neve sulle montagne bellunesi come non si vedeva da un po’.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Qdpnews.it)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
#Qdpnews.it riproduzione riservata







