Il “Rosso volante” nella storia del bob mondiale: la leggenda di Eugenio Monti, uno sportivo onesto

Se c’è un nome che, più di ogni altro, incarna lo spirito delle Olimpiadi di Cortina 1956, è quello diEugenio Monti, il “Rosso volante”.

Tesserato per il Bob Club Cortina, Monti non era solo un atleta: era un’icona. 

Un simbolo di tecnica, coraggio e sportività che avrebbe segnato per sempre la storia del bob mondiale.

A Cortina conquistò due medaglie d’argento, nel bob a due e nel bob a quattro. 

Due secondi posti che, per molti, valsero quanto un oro: Monti era reduce da un grave infortunio al ginocchio e gareggiò stringendo i denti, sostenuto dall’affetto di un’intera comunità.

Il campione che non smise mai di aiutare gli altri

La grandezza di Monti non si misurò solo in pista.

Nel 1964, alle Olimpiadi di Innsbruck, cedette un bullone della sua slitta agli avversari britannici, permettendo loro di vincere l’oro.

Un gesto che gli valse la medaglia Pierre de Coubertin, il massimo riconoscimento olimpico per la sportività.

Ma tutto iniziò a Cortina, nel 1956, quando il Veneto scoprì di avere in casa un fuoriclasse destinato a diventare leggenda.

Il legame indissolubile con Cortina

Monti era nato a Dobbiaco, ma fu Cortina d’Ampezzo a trasformarlo in un mito.

Qui si allenava, qui viveva, qui costruì la sua carriera. 

(Autore: redazione Qdpnews.it)
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