L’impresa dell’atleta “di ghiaccio”: l’eredità sportiva di Renzo Alverà

Renzo Alverà nacque a Cortina d’Ampezzo il 17 gennaio 1933 e rimase profondamente legato alla sua terra per tutta la vita.

Figura di spicco del bob italiano negli anni Cinquanta, fu il brakeman di riferimento negli equipaggi guidati da Eugenio Monti e contribuì in modo decisivo ai successi internazionali della Nazionale su pista naturale.

Ai Giochi Olimpici Invernali di Cortina d’Ampezzo del 1956 Alverà conquistò due medaglie d’argento: una nel bob a due e una nel bob a quattro.

Questi risultati consacrarono l’Italia tra le nazioni più competitive della disciplina in quel periodo e posero il Bob Club Cortina al centro della scena internazionale.

La sua forza nelle partenze, la precisione e l’affidabilità in gara lo resero un elemento insostituibile per gli equipaggi cortinesi.

Chi lo conobbe lo descriveva come un atleta concreto e riservato, capace di mantenere sangue freddo anche nelle discese più impegnative.

La pista di Cortina fu per lui una seconda casa: curve e tratti che conosceva a fondo gli permisero di sviluppare un’intesa perfetta con i piloti e con i compagni di squadra, contribuendo anche ai successi ai Campionati mondiali del periodo.

Il legame con Cortina e con le Dolomiti caratterizzò tutta la sua carriera: ogni gara era vissuta come un tributo alla comunità che lo aveva cresciuto e sostenuto.

Ancora oggi il suo nome è ricordato a Cortina come simbolo di un’epoca d’oro del bob italiano e come esempio per le nuove generazioni di atleti invernali.

Renzo Alverà è scomparso nel 2005.

Rimane nella memoria sportiva locale e nazionale per il contributo dato al bob italiano e per il ruolo chiave svolto negli equipaggi di Monti.

(Autore: redazione Qdpnews.it)
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