La notte dei “foghi” di Sant’Augusta è uno di quei momenti in cui Vittorio Veneto, e in particolare Serravalle, si trasforma in un unico grande palcoscenico a cielo aperto. Tra devozione e folclore, l’ultima edizione ha richiamato oltre trentamila persone nel corso dei festeggiamenti, con migliaia di presenze concentrate proprio nella serata dei fuochi, nonostante una temperatura tutt’altro che agostana. In tanti sono arrivati anche dai Comuni limitrofi, riempiendo vie e piazze del centro storico per uno degli appuntamenti più attesi dell’estate vittoriese.
Fino all’ultimo si è temuto che il meteo potesse rovinare la festa, al punto che l’incognita sui fuochi è rimasta nell’aria per buona parte della giornata. A rassicurare tutti è stato il Comitato Festeggiamenti Santa Augusta, che ha scelto di riprendere una tradizione dei tempi in cui non esistevano social né comunicazioni in tempo reale: cinque botti a mezzogiorno per confermare l’intenzione di procedere con lo spettacolo pirotecnico e altri tre alle 17 per dare l’ultima, definitiva conferma. Un linguaggio semplice e diretto, che dalla collina ha parlato a tutta la città.


In attesa dei “foghi”, previsti come sempre allo scoccare della mezzanotte tra il 21 e il 22 agosto, il tempo passa tra luci, profumi e musica. Nel dedalo di calli e piazze si alternano giostre e attrazioni, bancarelle di dolciumi, chioschi di street food e banchetti dove fermarsi a bere qualcosa in compagnia. Le serate sono animate da concerti live, esibizioni e dall’Anguria party in piazza, che anticipa il dj set capace di tenere accesa la festa anche dopo la conclusione dello spettacolo pirotecnico.


Quando le luci si abbassano e le prime scie colorate si accendono sopra il santuario, Serravalle si ferma con il naso all’insù. Per oltre mezz’ora il cielo sopra il colle Marcantone si illumina in una coreografia continua di fuochi, riflessi e boati, seguiti da applausi e da una selva di smartphone che cercano di catturare l’istante migliore. Molti scelgono la storica piazza Flaminio come punto di osservazione privilegiato: qui, tra portici e palazzi affrescati, lo sventolio della bandiera di Serravalle aggiunge un tocco ancora più scenografico alla notte dei “foghi”.


Dietro a uno spettacolo tanto partecipato c’è una macchina organizzativa imponente. In campo operano oltre un centinaio di volontari del Comitato e della Protezione civile, affiancati dagli agenti della Polizia locale, dai Vigili del Fuoco e dai volontari di Prealpi Soccorso, chiamati a gestire anche due lievi malesseri registrati durante la serata. L’obiettivo è garantire che un afflusso di pubblico così consistente possa vivere la festa in sicurezza, tra piani di viabilità modificata, vie di fuga e presidi sanitari distribuiti nei punti strategici.


La sindaca Mirella Balliana, alla fine dello spettacolo, ha parlato di una “serata bellissima”, sottolineando come ogni angolo della zona pedonale di Serravalle fosse colmo di persone. Nel suo ringraziamento ha ricordato il lavoro del Comitato Festeggiamenti, dei volontari giunti anche da altre province, del personale della Polizia locale, degli operai comunali e dei tecnici che hanno seguito ogni fase dell’organizzazione. Ha voluto inoltre esprimere gratitudine ai residenti e ai commercianti per la pazienza dimostrata di fronte alle inevitabili limitazioni imposte dalla sicurezza, invitando chi ha vissuto con più disagio questi giorni di chiusure e deviazioni a guardare all’importanza di un evento che richiama migliaia di persone in città.
La festa, comunque, non si esaurisce con i fuochi. Nei giorni successivi il programma prosegue con concerti e appuntamenti a ingresso libero, come il live dei Velvet Vibes in piazza Flaminio, formazione che unisce musicisti dalle esperienze diverse e propone un percorso musicale che tocca rock, blues, jazz e pop. Le giostre restano in funzione fino alla domenica, accompagnate dalle consuete modifiche al traffico indicate dalla segnaletica e dai canali istituzionali del Comune. Per chi arriva da fuori, è il momento ideale per vivere Serravalle in una veste speciale, tra il luccichio dei fuochi che si fa ancora racconto e il gusto di una festa di paese che, pur crescendone le dimensioni, rimane profondamente legata alla sua patrona e alla comunità che la celebra.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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