Vige il massimo riserbo al momento sulle condizioni di salute di Lindsey Vonn, ricoverata da ieri, domenica, all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dove è stata operata alla gamba sinistra dopo la rovinosa caduta durante la discesa libera alle Olimpiadi a Cortina d’Ampezzo. E dove verosimilmente l’atleta statunitense, 41 anni, dovrebbe rimanere ancora per qualche giorno.


Si parla di una doppia operazione per la riduzione della frattura al femore della gamba sinistra, con l’applicazione di un fissaggio esterno. La sua stanza nel nosocomio trevigiano resta tuttavia “blindata” e non trapelano al momento informazioni precise sulle sue condizioni, anche se un bollettino medico dovrebbe essere diramato dal suo staff entro sera.
L’intervista al delegato del Soccorso alpino Dolomiti-Bellunesi
A raccontare come si muove la “macchina dei soccorsi” in contesti come quello che ha convolto la sciatrice statunitense è Michele Titton, delegato del Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, operativo anche ieri.
Come opera il Soccorso alpino in situazioni come queste?
“Il Soccorso alpino storicamente ha una convenzione con il sistema sanitario, mettendo a disposizione la figura del tecnico di elisoccorso, altamente specializzata e adibita a fare tuti gli interventi di prima urgenza insieme all’équipe sanitaria per andare a salvare o recuperare le persone, soprattutto in ambito Dolomiti. Abbiamo degli elicotteri molto prestanti, con verricelli fino a 90 metri per fronteggiare situazioni simili che si presentano spesso (anche 5-6 volte al giorno), anche d’estate, ad esempio a nord delle Tre Cime, sulle Tofane, in Marmolada. Quindi l’affiatamento tra equipaggio, pilota e tecnico di soccorso deve essere massimo, con un contatto radio continuo in cui le direzioni e le misure da terra vengono date proprio dal tecnico di elisoccorso che è appeso a questo cavo di 90 metri, mentre l’elicottero controlla l’avanzamento, soprattutto in parete, per non andare a toccare gli ostacoli. E’ un addestramento che facciamo continuamente durante l’anno e quindi siamo circa 15 persone che fanno questo tipo di attività, altamente addestrate, all’interno dell’elisoccorso”.
Il vostro addestramento e la vostra preparazione sono stati portati anche alle Olimpiadi?
“Certo, noi siamo proprio il supporto del servizio sanitario e quindi con loro, oltre ad avere il tecnico di elisoccorso insieme con Falco 2, che presta servizio, abbiamo anche altre persone che sono a supporto sia per possibili incidenti alla pista da bob e di skeleton, dove noi abbiamo del personale dedicato, sempre insieme al sistema sanitario, che opererà in caso di incidente, che in caso ci fosse qualche problema tecnico, con persone che sono in cima alla località Pomedes pronte a entrare in azione”.
Gli auguri di pronta guarigione del sindaco Conte: “Le manderemo dei fiori”
L’incidente e il successivo ricovero a Treviso di Lindsey Vonn sono stati commentati oggi, lunedì, anche dal sindaco Mario Conte: “Avremmo preferito invitarla per un’occasione certamente più lieta, però devo dire che sono orgoglioso del fatto che un’eccellenza come l’Ortopedia di Treviso sia stata messa a disposizione per l’atleta, una delle più forti di tutti i tempi dello sci – le parole del primo cittadino -. A lei va davvero l’augurio di pronta guarigione, sarà nostra cura mandare anche un omaggio floreale proprio perché, seppur nella sfortuna dell’infortunio, possa portare con sé un ricordo positivo della nostra città e magari un domani tornarci anche da turista o certamente da amica della città di Treviso, con il ricordo che questa è la città che gli ha sistemato il legamento”.
Il commento del presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia
“Le immagini di ieri sono ancora davanti ai nostri occhi: Lindsey Vonn, la campionessa statunitense, inizia la prova di discesa libera sulla pista delle Tofane; obiettivo, un nuovo trionfo olimpico, ma dopo pochi secondi la sciatrice cade: il dolore, la disperazione, le urla dell’atleta del Minnesota commuovono il pubblico, presente sulle tribune di Cortina, e i telespettatori di tutto il mondo. Un sogno sportivo è infranto, anni di preparazione svaniscono in pochi attimi, ma l’atleta non può rimanere sulla pista: serve un pronto intervento e la macchina dei soccorsi sanitari si attiva. Una macchina complessa, delicata, il cui funzionamento, nel quadro dell’evento olimpico, è stato testato a lungo nel corso di questi mesi e che ha dato una prova encomiabile della propria preparazione. Desidero perciò ringraziare tutto il personale sanitario intervenuto con tempestività e professionalità in soccorso di Lindsey Vonn, offrendo una nuova prova di umanità, dedizione e competenza, all’altezza della fama di eccellenza del nostro sistema sanitario, riconosciuta a livello internazionale”.
Sono le dichiarazioni del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, che ricorda: “Lindsey Vonn è stata imbarellata dal soccorso sanitario per poi essere raggiunta da Falco 2, l’elicottero del SUEM 118, con i tecnici del Soccorso Alpino, che ha calato il verricello e issato a bordo l’atleta, trasportata nel Punto medico avanzato per poi essere trasferita all’ospedale di Cortina e infine operata a Treviso. All’atleta esprimo gli auguri di pronta guarigione e ai nostri professionisti della salute il ringraziamento più sentito a nome del Consiglio veneto: quello che ha riguardato la campionessa statunitense rappresenta in realtà la punta dell’iceberg, la parte più visibile di una capacità di intervento a favore di cittadini, turisti e ospiti del nostro territorio sui quali il personale del soccorso sanitario, e non solo, veglia costantemente, con il senso del dovere e lo spirito di servizio che lo ha sempre contraddistinto”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Archivio Qdpnews.it. Video: Alessandro Lanza e Simone Masetto)
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