A Vidor, lungo via Paludotti, Casa “Maria Adelaide Da Sacco” è da anni un punto di riferimento per le persone con disabilità e le loro famiglie. Qui, in una struttura che unisce comunità alloggio e centro diurno, è stata inaugurata una delle prime stanze Snoezelen del Veneto: uno spazio dedicato al benessere, dove luci, suoni, colori e profumi vengono modulati per creare esperienze multisensoriali su misura. L’apertura ufficiale si è svolta nella mattina di sabato 8 febbraio 2020, alla presenza degli operatori, degli ospiti, dei volontari e di molte autorità locali.
La tecnica Snoezelen nasce in Olanda come proposta educativa e terapeutica per persone con disabilità, difficoltà cognitive o disturbi del comportamento. L’idea è semplice e al tempo stesso raffinata: offrire un ambiente accogliente, in cui l’illuminazione, i giochi di colore, i suoni, gli odori e le superfici da toccare vengano adattati ai bisogni di chi entra nella stanza, che può così rilassarsi o essere stimolato in modo controllato. Casa Maria Adelaide ha scelto di farne un tassello stabile della propria offerta, affiancando alle attività quotidiane questa “stanza del benessere” pensata per lavorare sui sensi e sulle emozioni.
Ad aprire la cerimonia è stata la direttrice Elena Bortolomiol, che ha ricordato come il progetto fosse stato promesso da tempo alle famiglie e agli ospiti. La stanza, del valore di circa ottomila euro, è stata realizzata senza costi diretti per la struttura, grazie a una fitta rete di iniziative benefiche che ha coinvolto associazioni, aziende agricole, gruppi sportivi e pro loco del territorio. Tra queste, un pranzo organizzato dal gruppo La Via degli Spiedi, un pomeriggio animato dal clown Teone, una cena di solidarietà ospitata dall’azienda agricola La Tordera, il contributo delle pro loco di Moriago e Mosnigo con il memorial Annibale Spader, il Rally delle Prealpi, il sostegno di diverse aziende agricole della zona e del gruppo Amici del Grappa. Nelle parole della direttrice c’è stato spazio anche per un ringraziamento agli operatori, ai volontari, alla famiglia Da Sacco, a Udino Buso e all’amministrazione comunale, che negli anni hanno accompagnato la crescita di Casa Maria Adelaide.
Il presidente Silvio Nasato ha ripercorso brevemente la storia della struttura, sottolineando quanto la stanza Snoezelen rappresenti un passo avanti importante nella cura della persona e nella qualità della vita quotidiana degli ospiti. A seguire è intervenuto il sindaco di Vidor, Albino Cordiali, che ha definito la nuova sala un valore aggiunto in una realtà che già opera con competenza a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie, non solo per il Comune ma per un’area molto più ampia. Il primo cittadino ha voluto ricordare anche l’impegno del vicesindaco Mario Bailo e dell’assessore Nicola Zandò, sempre presenti nelle iniziative legate a Casa Maria Adelaide, e ha rivolto un apprezzamento particolare alla direttrice per la capacità di far conoscere e valorizzare questa esperienza sul territorio.


Dal livello comunale la parola è passata a quello regionale, con il consigliere Alberto Villanova che ha definito Casa Maria Adelaide “una struttura nata da un sogno”, resa possibile dalla passione di chi l’ha voluta nonostante le difficoltà burocratiche. L’augurio, rivolto a operatori e famiglie, è che la comunità continui a portare avanti le proprie attività con la stessa forza e convinzione degli inizi. In rappresentanza dell’Ulss 2 è intervenuta Annalisa Rampin, presidente della conferenza dei sindaci, mentre ospite speciale della giornata è stata la campionessa paralimpica di taekwondo Margherita Borsoi, chiamata spesso come esempio di determinazione e di inclusione nello sport.
Anche il consiglio comunale ha voluto far sentire la propria voce attraverso l’intervento della consigliera Beatrice Da Riva. Ha raccontato di non sapere, fino a quel momento, cosa fosse esattamente una Snoezelen room e di essere rimasta colpita dalle potenzialità illustrate durante la visita: uno spazio capace di offrire benessere a persone con bisogni molto diversi, dagli ospiti della comunità alloggio a chi frequenta il centro diurno. Ha rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato perché l’idea diventasse realtà, convinta che una sensibilizzazione continua possa portare a risultati sempre più significativi.
La benedizione di don Livio ha dato al momento inaugurale una dimensione di raccoglimento. Il sacerdote ha espresso l’auspicio che la stanza aiuti a ridurre lo stress, a migliorare le relazioni e a ritrovare serenità, trasformando l’esperienza multisensoriale in un’occasione concreta di pace interiore per chi la utilizzerà. Subito dopo si è proceduto al taglio del nastro, seguito da un rinfresco oGerto all’interno della struttura.
L’educatrice Gabriella Mazzero ha spiegato nel dettaglio come verrà utilizzata la stanza. All’interno, il materiale viene predisposto per creare percorsi diversi: la vista viene coinvolta da immagini proiettate, video, fasci di fibre ottiche e colonne a bolle; il tatto è sollecitato da massaggi, oggetti con superfici differenti e da un letto ad acqua pensato per favorire il rilassamento muscolare; l’olfatto entra in gioco grazie a un diffusore di essenze e all’aromaterapia; l’udito è raggiunto da musica, suoni d’acqua, voci e piccoli strumenti musicali. In alcuni casi può essere coinvolto anche il gusto, completando l’esperienza sui cinque sensi.
Secondo gli studi condivisi dall’équipe, gli effetti di un utilizzo costante della Snoezelen room includono un miglioramento delle relazioni, del linguaggio, dell’attenzione e dell’umore, insieme a una maggiore serenità e qualità del sonno. Si osserva spesso una diminuzione di disturbi comportamentali, angoscia, apatia, aggressività, oppositività e depressione, fino alla possibilità di ridurre, in alcuni casi, il ricorso ai farmaci psicotropi. Per chi opera ogni giorno accanto a persone con disabilità, si tratta di uno strumento che integra e raforza il lavoro educativo e assistenziale.
Al termine della cerimonia, i presenti hanno potuto entrare a piccoli gruppi nella stanza, sperimentando direttamente i diversi stimoli sensoriali. D’ora in avanti lo spazio sarà utilizzato in modo programmato dagli utenti e dagli operatori di Casa Maria Adelaide, con l’idea di aprirlo, quando possibile, anche alla scuola dell’infanzia, alla casa di riposo di Vidor e ad altre cooperative della zona. In questo modo la Snoezelen room diventa non solo un servizio interno, ma una risorsa per l’intera comunità, coerente con la vocazione di Casa Maria Adelaide a costruire ponti tra la vita quotidiana della struttura e il territorio.
Questa stanza racconta un volto particolare del paese: quello di una comunità che investe in progetti innovativi per il benessere delle persone più fragili, trasformando un edificio residenziale in un laboratorio di inclusione dove tecnologia, relazione e solidarietà camminano insieme.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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