Per Lino Zani la montagna non è stata solo lavoro o la passione di una vita: ma anche quel luogo in cui ha accompagnato, per oltre vent’anni, uno dei personaggi più influenti del Novecento. Dal 1984 al 2005 Zani è stato infatti il maestro di sci e accompagnatore di Giovanni Paolo II, condividendo con lui piste, sentieri e silenzi d’alta quota.
“Sono stato suo accompagnatore e maestro di sci, l’ho incontrato nell’84 e per 21 anni sono stato il suo accompagnatore in montagna”, racconta Zani a Casa Veneto durante i giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Un rapporto proseguito prima sugli sci, fino al 1994, e poi a piedi, “sia nelle zone di Cortina che in Val Visdende e in Val d’Aosta”.
Ventun anni trascorsi accanto a colui che oggi è San Giovanni Paolo II, vissuti in una dimensione intima e lontana dai riflettori: “Sono stati momenti di grandi emozioni, momenti di grande preghiera”.
La montagna era per il Papa un luogo privilegiato di raccoglimento. “Lui trovava questi posti in montagna dove si fermava e iniziava questi momenti di preghiera, che erano molto mistici”, spiega Zani. Un rapporto profondo con l’ambiente naturale, fatto di contemplazione e silenzio: “Si godeva i momenti di montagna perché per lui erano momenti di libertà, ma anche di grande contemplazione e di grande preghiera”.
Sugli sci, Giovanni Paolo II mostrava carattere e tecnica. “Era uno sciatore buono perché arrivava dal telemark,” racconta Zani, ricordando come quella formazione iniziale si notasse ancora nel suo stile. Nonostante questo, affrontava senza esitazioni ogni pista: “Era uno sciatore che scendeva da qualsiasi pendio”.
Giornate intense, anche in condizioni difficili. “Io l’ho portato a sciare in estate, anche sette ore di sci sui ghiacciai, con neve difficile e pesante” ricorda Zani. Ma Wojtyła non si fermava: “Era uno che sapeva muoversi e andare in qualsiasi posto”.
Alla fine, più delle discese restano impressi i momenti condivisi: “Ho passato liberamente dei momenti di grande preghiera, ma soprattutto i momenti di libertà passati sulla montagna che lui amava tantissimo” conclude Zani.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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