Condoni edilizi, prorogato l’incarico per chiudere pratiche ferme da quarant’anni

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Il Municipio di Montebelluna

Pratiche aperte da quasi quarant’anni, proprietari cambiati nel tempo, documentazioni difficili da ricostruire e procedimenti rimasti sospesi per decenni: è questo il contesto nel quale il Comune ha deciso di prorogare anche per quest’anno l’incarico professionale al geometra Demis Dartora, già impegnato nella gestione delle pratiche di condono e/o abuso edilizio giacenti in municipio.

La proroga ha natura esclusivamente temporale e non comporta alcun aumento di spesa; l’obiettivo è quello di completare l’istruttoria delle pratiche ancora aperte e arrivare alla conclusione del maggior numero possibile di procedimenti.

Si tratta di circa 120 pratiche di condono, in larga parte risalenti al 1986, che nel corso degli anni non sono state chiuse per le ragioni più diverse: dal decesso dei richiedenti originari al cambio di proprietà degli immobili, fino alla necessità di acquisire pareri obbligatori, in particolare quelli della Soprintendenza. Ogni pratica, di fatto, rappresenta una storia a sé, resa ancora più complessa dalle trasformazioni intervenute sugli edifici in quasi quattro decenni.

Proprio per affrontare questa situazione, l’amministrazione comunale e gli Uffici comunali avevano avviato un confronto strutturato con la Sovrintendenza, che ha portato alla definizione di una procedura condivisa, formalizzata attraverso un verbale d’intesa, per la gestione e la chiusura dei procedimenti, da svolgere interamente in modalità cartacea, come previsto per questo tipo di pratiche e nel rispetto delle normative vigenti nel 1986 (Legge 47/1985).

Un lavoro imponente, reso possibile grazie alla collaborazione dell’ente di tutela, che il Comune ringrazia.

Ad oggi una parte significativa delle pratiche è stata istruita, ma la complessità emersa durante l’analisi dei fascicoli ha determinato un allungamento dei tempi rispetto alle previsioni iniziali. Da qui la necessità di una proroga fino alla fine dell’anno, con l’obiettivo di istruire le 50 pratiche ancora aperte e concluderne la maggior parte.

«L’operazione nasce innanzitutto da un obbligo di legge – precisa l’assessore all’Urbanistica, Elzo Severin – che impone all’amministrazione di concludere i procedimenti amministrativi con un atto formale, ma anche dalla volontà di dare risposte concrete ai cittadini. Ci siamo trovati di fronte a una situazione stratificata nel tempo, con pratiche ferme da decenni, spesso molto complesse. L’obiettivo è quello di fare ordine e arrivare, dopo tanti anni di attesa, a una definizione chiara dei procedimenti, nel rispetto delle norme e delle persone coinvolte».

Aggiunge il sindaco Adalberto Bordin: «Questa scelta rientra pienamente nel mandato che ci siamo assunti con i cittadini: affrontare anche le situazioni più complesse, senza rinvii. Ci siamo trovati davanti a pratiche ferme da quasi quarant’anni e abbiamo deciso di prendercene carico, perché un’amministrazione ha il dovere di dare risposte, anche quando i problemi sono complessi. In questo, un ruolo importante è stato anche quello della Soprintendenza che fin dal 2023 si è resa disponibile a collaborare e definire definiamo una procedura per gestire questi 120 procedimenti che ora, col supporto del professionista esterno, contiamo di chiudere entro fine anno”.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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