Riceviamo e pubblichiamo da Adriano De Stefano, coordinatore per Revine e dintorni di SOS Anfibi provincia di Treviso
“È iniziata in questi giorni in provincia la migrazione degli anfibi. Un periodico fenomeno naturalistico che, dalla notte dei tempi, tutti gli anni con i primi tepori che annunciano l’imminente primavera e i primi acquazzoni, gli anfibi si destano dal letargo e a decine di migliaia migrano verso i luoghi di riproduzione per la deposizione delle uova. Per raggiungere i corsi d’acqua, gli animali percorrono spesso molti chilometri e purtroppo in diverse zone sono costretti ad attraversare le strade dove moltissimi anfibi vengono investiti dalle automobili e muoiono in modo terribile.
Il rospo comune (Bufo bufo) è la specie più numerosa e quindi la più colpita dal traffico. Dato che intere popolazioni di anfibi si mettono in moto in contemporanea e che questi animali camminano lentamente (occorre anche una decina di minuti per attraversare una strada), possono verificarsi dei veri e propri «massacri», con la conseguente estinzione di intere popolazioni locali.
In realtà gli anfibi sono dovunque minacciati d’estinzione a causa della distruzione dell’habitat, dall’inquinamento e della moria stradale. Pagano il prezzo salatissimo di essere piccoli animali e, poiché prevalentemente notturni, cioè “invisibili”, la loro esistenza è quasi totalmente ignota con la conseguenza che si tende a sottovalutare il grande valore dalla loro presenza nell’ambiente. Ricordiamo che questi “animaletti”, cibandosi d’insetti sono preziosissimi per l’agricoltura per cui rappresentano un importantissimo indicatore dello stato di salute dell’ambiente e della sua biodiversità. In quest’ottica dovrebbero essere salvaguardati.


In provincia la loro presenza riguarda diverse aree del Montello e dei Laghi di Revine entrambe sottoposte a vincolo UE designate come S.I.C. (Sito d’Importanza Comunitaria) e i Laghi di Revine, dal 2011, sono divenuti Parco Regionale.
Per la salvaguardia degli anfibi in provincia ebbe inizio nel lontano 2003 una operazione di salvataggio da parte di associazioni e privati cittadini. – questo è il ventiduesimo anno – e nella zona dei Laghi di Revine sono stati salvati oltre 4500mila esemplari.
L’operazione da compiere è semplicissima, basta percorrere il bordo delle carreggiate e raccoglierli dal fossato prima che raggiungano la strada o dalle reti anti-attraversamento posti a bordo strada dai Comuni, riporli in un secchio e poi liberarli al lato opposto della strada.
L’azione è svolta ogni sera nelle varie zone dai volontari per una durata di circa 3-4 settimane. Inizia da poco dopo il tramonto e si protrae per un paio d’ore.


Ricordiamo che l’opera di salvataggio è svolta unicamente da volontari per cui la loro presenza è la sola garanzia per l’incolumità degli anfibi. Tale azione è estremamente gratificante poiché dona al volontario l’impagabile soddisfazione d’aver salvato centinaia di vite.
Di volontari c’è sempre bisogno per cui, chi desiderasse aderire, sappia che il salvataggio si compie su strade anche molto trafficate, con tratti privi d’illuminazione pubblica, in condizioni meteo a volte molto difficili, con forti piogge e visibilità limitata, si consiglia quindi un abbigliamento adeguato al clima e soprattutto ad alta visibilità. Va sottolineato che ciascun partecipante si rende responsabile della propria attività.
Purtroppo il “volontario” rappresenta una materia prima molto rara per cui, anche quest’anno i partecipanti sono in seria difficoltà e lanciano un appello al “reclutamento” con una calorosa richiesta d’aiuto per supportare questa “emergenza ambientale” poiché, per farvi fronte con la necessaria efficacia, i “Rospisti” di sempre sono insufficienti e urgono rinforzi.
Invitiamo chiunque volesse partecipare e condividere con noi questa entusiasmante ed impagabile esperienza (sia per i Laghi di Revine sia per il Montello) a chiamare il 347.5931683 (anche Whatsapp) e sarete contattati”.
(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: SOS Anfibi)
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