Con l’inizio del nuovo anno, la Provincia di Treviso ha redatto un bilancio dell’attività di recupero del Centro Fauna Selvatica dell’Ente nel 2025, per fare un’analisi sulle specie più frequentemente assistite e le principali cause: sono stati 2.573 gli animali selvatici recuperati dalla Polizia provinciale e dagli operatori del CRAS della Provincia e di Veneto Agricoltura, per un totale di 102 specie differenti soccorse, curate e riabilitate.
Tra le più frequenti, ricci, merli, colombi, rondoni e civette, ma oltre a questi anche rondoni comuni, tortore dal collare, colombacci, gheppi, rondini, lepri europee e cigni.
Il Centro di Recupero Fauna Selvatica è cogestito dalla Provincia di Treviso e da Veneto Agricoltura, 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, nell’ambito delle funzioni di tutela dell’ambiente e degli animali selvatici del territorio. Si occupa di recuperare gli animali selvatici feriti e in situazioni di difficoltà sul territorio provinciale, svolge tutti gli accertamenti e le cure necessari per riportarli in natura in sicurezza e salute, secondo le indicazioni del veterinario responsabile e del personale medico di Veneto Agricoltura, insieme agli agenti della Polizia Provinciale.
Hanno partecipato alla conferenza stampa Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso, e Federico Caner, direttore di Veneto Agricoltura, insieme alla squadra di agenti della Polizia Provinciale e al personale medico sanitario di Veneto Agricoltura.
Nel dettaglio, nel 2025 sono stati soccorsi 2.573 animali: al momento della segnalazione di un animale in difficoltà, gli agenti di Polizia provinciale e il personale medico e specialistico di Veneto Agricoltura, operativi al CRAS della Provincia, analizzano e valutano il caso, recandosi sul luogo indicato dal cittadino che ha segnalato la presenza dell’animale e occupandosi di effettuare il recupero.
Il dato complessivo di 2.573 interventi di soccorso comprende tutte le attività svolte, anche quei casi in cui l’animale oggetto di recupero, a seguito di un’opportuna valutazione sul posto, viene lasciato in libertà poiché privo di lesioni o condizioni invalidanti. Anche in questa situazione, gli operatori assistono l’animale in loco, svolgendo tutte le verifiche e le operazioni necessarie per liberarlo in condizioni di sicurezza.


Tra le 102 specie assistite nel 2025, sono state 5 le più frequenti: 478 ricci europei, 314 merli, 356 columbidi (di cui 192 tortore dal collare e 164 colombacci), 141 rondoni e 131 civette.
Negli interventi di recupero le cause più frequenti risultano essere la giovane età, debilitazione e patologie nel 37,40% dei casi (tra cui animali sottopeso, infetti o parassitati); traumi e impatti che hanno provocato fratture e lesioni nel 26,8% dei casi; predazione (sia da domestici che da selvatici) nel 17,1% dei casi; caduta, intrappolamento o imbrattamento nel 12,9% dei casi; perdita dei genitori nel 4,4% dei casi; infine, bracconaggio, che rappresenta lo 0,4% dei casi.


“Il report evidenzia il grande lavoro che la Provincia ha svolto insieme a Veneto Agricoltura per la gestione degli animali selvatici in difficoltà nel territorio l’anno scorso: i dati 2025 sono in linea con gli anni precedenti per numero di soccorsi operati – le parole di Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso – un plauso dunque agli agenti di Polizia Provinciale e al personale medico e sanitario di Veneto Agricoltura. Il messaggio che voglio lanciare oggi a cittadine e cittadini è questo: prima di intraprendere qualsiasi azione, nel caso in cui ci si trovi di fronte a un animale selvatico ferito o a un cucciolo selvatico, è fondamentale contattare subito il CRAS della Provincia, al numero 320 432 0671 attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, segnalando sempre agli operatori esperti del Centro la situazione ed evitando di toccare l’animale, dargli da mangiare o da bere, azioni che potrebbero compromettere e aggravare, anche in modo irrecuperabile, le condizioni. Siamo a disposizione!”


“La sinergia tra Veneto Agricoltura e Provincia di Treviso” ha dichiarato Federico Caner, direttore di Veneto Agricoltura “ha permesso di salvaguardare il patrimonio faunistico regionale in maniera incisiva: lo testimoniano i numeri presentati, raggiunti anche grazie al contributo decisivo dei cittadini. Il progetto CRAS sta ottenendo risultati importanti sul territorio e l’obiettivo è continuare su questa strada, facendo ancora di più. Lo testimonia il fatto che, da oggi, abbiamo messo a disposizione giornaliera del Centro dai due ai quattro operai di Veneto Agricoltura e che il centralino del CRAS sia da ora disponibile 24 ore al giorno, tutti i giorni della settimana. A tal proposito, il supporto economico-finanziario della Regione, che sull’argomento ha sempre mostrato grande sensibilità, è stato, e continuerà ad essere, fondamentale: i contatti sono costanti per proseguire nel finanziamento di questo servizio che tanto sta giovando alla fauna veneta.”
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto e video: Alessandro Lanza)
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