Sono passate solo poche settimane dall’arresto in flagranza per truffa consumata a Belluno ai danni di una signora anziana, che, tratta in inganno, aveva consegnato i propri gioielli del valore complessivo di circa 30 mila euro.
In quell’occasione gli agenti della Questura di Belluno, grazie al tempestivo intervento che portò all’arresto in flagranza di due “trasfertisti” campani, recuperarono l’intera refurtiva, e i due sono tuttora agli arresti domiciliari. Nonostante ciò, i tentativi di truffa in provincia restano frequenti.
Ieri martedì, ad esempio, sono giunte al numero di emergenza 113 due chiamate per tentata truffa da parte di residenti in zone vicine, i quali hanno raccontato di aver ricevuto una chiamata sulla linea fissa da persone che si presentavano come appartenenti alle Forze di Polizia, i quali riferivano di situazioni emergenziali di pericolo verso i loro parenti, per cui si rendeva necessario fornire dati personali, ovvero recarsi negli Uffici di polizia, evidente modus operandi finalizzato a confondere la persona al telefono, per poi sottrarre denaro o gioielli.
Sempre ieri, nel pomeriggio, si è presentato in Questura un‘ultraottantenne il quale ha raccontato di essere stato probabilmente vittima di una tentata truffa. Le modalità in questo caso, dalla ricostruzione finora condotta dagli agenti della Squadra Mobile, sono le stesse di quelle utilizzate dai truffatori arrestati: una persona, spacciandosi per appartenente a una Forza di Polizia, contatta telefonicamente la vittima e, per trarla in inganno, racconta che la targa dell’auto di un parente è stata clonata e successivamente utilizzata per commettere un fatto di reato, come ad esempio una rapina o un furto. Tutto questo per confonderla e convincerla a consegnare monili e denaro a titolo di riscatto. Condotte, quelle descritte, rimaste fortunatamente allo stadio del tentativo.
“La Questura di Belluno, impegnata costantemente nella prevenzione e repressione di tali condotte predatorie, ricorda che non è previsto, in alcun modo nel nostro ordinamento, il pagamento di somme di denaro o di monili preziosi nei confronti degli appartenenti alle Forze di Polizia, a titolo di riscatto da situazioni di pericolo, e ricorda l’importanza di segnalare queste condotte ai numeri di emergenza 112 e 113″.
(Autore: Alessandro Lanza)
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