Per diversi giorni sono risultati introvabili, fino a diventare uno dei temi caldi – è proprio il caso di dirlo – di queste Olimpiadi invernali.
Stiamo parlando dei preservativi distribuiti gratuitamente dagli organizzatori all’interno dei Villaggi olimpici, finiti, secondo il racconto di alcuni atleti, in pochissimi giorni.
“Ma tu lo sapevi che alle Olimpiadi piovono preservativi?”. Parte da questa domanda il racconto di Matteo (@unimed4you) e Roberta (@bertapi).
Una tradizione che affonda le radici nel 1988: tutto ebbe inizio a Seoul 38 anni fa. 8.500 preservativi per 8.000 atleti: una scelta che allora rappresentò una vera campagna di prevenzione contro l’HIV e che, da quel momento, è diventata una consuetudine olimpica.
Negli anni i numeri sono cresciuti in modo esponenziale. Solo a Rio de Janeiro sono stati distribuiti 450 mila preservativi. E quello è stato un record. L’obiettivo degli organizzatori è sempre stato chiaro: prevenire infezioni come clamidia, gonorrea, sifilide e HIV.
Ai Giochi invernali italiani, però, le scorte si sono rivelate insufficienti rispetto alla richiesta. Nei primi giorni di permanenza nei Villaggi olimpici le confezioni gratuite, brandizzate con i loghi dei Giochi e della Regione Lombardia, sono andate esaurite rapidamente, costringendo gli organizzatori a nuovi approvvigionamenti.
Un dato che ha fatto sorridere, ma che conferma come la distribuzione non sia solo una curiosità folkloristica. Gli atleti vivono settimane di tensione, adrenalina ed emozioni fortissime: il Villaggio diventa uno spazio di socialità internazionale, dove si intrecciano culture, lingue e storie diverse.
“Preservativi olimpici, li usi o li tieni come souvenir?”. È la domanda che i Creators rivolgono a un atleta fermato a Cortina. La risposta è netta: “Se me li avessero dati, sicuramente li avrei utilizzati”.
La carenza registrata a Milano-Cortina 2026 riporta al centro un tema di salute pubblica. La distribuzione gratuita nei Villaggi olimpici nasce per promuovere il sesso sicuro e ridurre il rischio di malattie sessualmente trasmissibili in un contesto che riunisce migliaia di giovani adulti provenienti da tutto il mondo.
Non è solo un dettaglio di colore dei Giochi, ma una scelta di responsabilità. Perché anche ai massimi livelli dello sport, la tutela della salute resta una priorità. E il messaggio dei Veneto Creators è chiaro: la prevenzione non è un tabù, ma una medaglia invisibile che vale quanto quelle assegnate sulle piste e nei palazzetti.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto: Simone Masetto. Video: Veneto Creators)
(Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
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