Un nuovo piano comunale per l’abitazione accessibile. E Conte lancia gli “Stati generali”

Ieri è stato presentato ufficialmente “Abitare Treviso”, il nuovo piano strategico per l’abitazione accessibile che punta a rinnovare in profondità le politiche abitative cittadine attraverso incentivi fiscali, rigenerazione urbana e strumenti finanziari innovativi.

Il programma nasce da un’analisi puntuale del contesto locale. Di fronte alla necessità di reperire nuove strutture abitative – fa sapere l’amministrazione comunale -, “Abitare Treviso” utilizza la leva fiscale per generare nuovi cantieri, aumentare l’offerta di abitazioni e favorire una residenzialità stabile e accessibile.

La mission è chiara e punta alla realizzazione di nuove abitazioni a prezzo calmierato da destinare alla vendita e alla locazione, con particolare attenzione a giovani coppie, famiglie, anziani e nuclei del ceto medio.

Il provvedimento, che costituisce anche un aggiornamento strutturale degli oneri di urbanizzazione, introduce una nuova scala di riduzioni dei contributi di costruzione. Le agevolazioni arrivano fino al 50% per la prima casa, per gli interventi ATER e per le cooperative. È prevista una riduzione del 40% per l’edilizia convenzionata e per i piani PEEP, mentre per le volumetrie realizzate tramite atterraggio di crediti edilizi sono previste riduzioni fino al 30% nell’ambito dell’edilizia convenzionata e del 20% per l’edilizia privata libera.

Restano confermate le agevolazioni per la bioedilizia e la sostenibilità ambientale già introdotte nel 2020, insieme alla possibilità di deroghe urbanistiche e incrementi volumetrici per chi realizza quote di edilizia residenziale sociale o recupera edifici dismessi e sottoutilizzati.

“Abitare Treviso” introduce inoltre un approccio strutturale che va oltre gli incentivi economici. Il piano prevede la valorizzazione del patrimonio pubblico attraverso il recupero di immobili dismessi, come ex scuole, caserme e aree inutilizzate, da trasformare in co-housing, studentati e residenze sociali.

L’Amministrazione promuoverà inoltre la costituzione di fondi immobiliari etici e Social Housing Funds in partenariato pubblico-privato, conferendo aree edificabili o immobili comunali da riqualificare per generare nuova offerta abitativa a prezzi calmierati.

Il Fondo Housing rappresenta uno degli strumenti più innovativi del progetto. A titolo esemplificativo, con un conferimento di immobili da parte dell’ente pubblico e finanziamenti privati, si potrebbero realizzare almeno 100 appartamenti con un investimento complessivo stimato in circa 22 milioni di euro, suddivisi tra vendita e locazione. Il prezzo indicativo di vendita sarebbe fissato intorno ai 2.200 euro al metro quadro, mentre il canone medio di locazione si attesterebbe attorno agli 800 euro mensili per un appartamento di 100 metri quadrati, con una rendita di progetto stimata intorno al 4,5% su un orizzonte ventennale.

Il piano integra anche strumenti finanziari e sociali mirati, attraverso l’avvio di accordi con istituti bancari per mutui a condizioni agevolate e lo studio di un fondo di garanzia destinato a giovani coppie, lavoratori con contratti atipici e categorie con minori capacità economiche. È prevista inoltre l’istituzione di un ufficio dedicato per ridurre i tempi amministrativi e accompagnare in modo più rapido ed efficace i progetti legati a “Abitare Treviso”.

 «Con ‘Abitare Treviso’ compiamo una scelta chiara e coraggiosa – le parole del sindaco Mario Conte – ossia rimettere al centro il diritto alla casa con strumenti concreti. Sblocchiamo cantieri fermi da anni, riduciamo fino al 50% i contributi di costruzione e mettiamo in campo il patrimonio pubblico per generare nuove opportunità abitative. È un progetto che guarda al futuro della città, rafforza la coesione sociale e sostiene le giovani generazioni. Voglio ringraziare l’assessore De Checchi per il lavoro puntuale e strategico che ha reso possibile questo risultato».

L’assessore all’Urbanistica Andrea De Checchi aggiunge: «Le parole chiave di ‘Abitare Treviso’ sono accessibilità, rigenerazione, partenariato e sostenibilità. Interveniamo sulla leva fiscale per rendere economicamente sostenibili gli interventi, promuoviamo fondi immobiliari etici e social housing, recuperiamo immobili pubblici dismessi e attiviamo strumenti finanziari come il fondo di garanzia. È una riforma strutturale che integra urbanistica e incide anche sulle politiche sociali, con l’obiettivo di ampliare l’offerta di alloggi a prezzo calmierato e favorire una residenzialità stabile e inclusiva».

E oggi Conte, a Roma per gli Stati Generali dei Piccoli Comuni promossi da Anci, annuncia l’avvio degli “Stati Generali dell’Abitare”, il tavolo di confronto permanente dedicato al tema della casa in città, che segue la presentazione del progetto “Abitare Treviso”.

«Proprio ieri abbiamo lanciato “Abitare Treviso”, un progetto innovativo che mette al centro le esigenze delle giovani coppie, delle persone che vivono da sole e di tutti coloro che vogliono costruire il proprio futuro nella nostra città», le parole del primo cittadino. «Consentitemi di ringraziare l’assessore all’Urbanistica Andrea De Checchi, l’architetto Roberto Bonaventura, dirigente del settore, e tutti i dipendenti del Comune di Treviso per il lavoro svolto».

Il piano nasce per dare risposte concrete a una delle principali criticità emerse negli ultimi anni: la difficoltà di acquistare o trovare una casa in affitto a condizioni accessibili. «Abbiamo deciso di dotarci di strumenti ulteriori, di natura fiscale e urbanistica, insieme a nuove sinergie orientate alla rigenerazione urbana. Attraverso un fondo specifico, metteremo sul mercato opportunità immobiliari accessibili, con l’obiettivo di ampliare l’offerta abitativa e favorire l’accesso alla casa».

Dopo la presentazione ufficiale, è già arrivato un riscontro significativo da parte delle associazioni di categoria e delle sigle sindacali. Da qui la decisione di aprire una fase operativa strutturata.

«Vogliamo aprire un tavolo di confronto che abbiamo scelto di chiamare “Stati Generali dell’Abitare”. Siamo chiamati a servire i cittadini e il tema della casa rappresenta una delle emergenze che intendiamo affrontare con grande determinazione. Nei prossimi giorni comunicheremo la data della convocazione: inviteremo associazioni di categoria, sigle sindacali e tutti coloro che vorranno portare un contributo attivo a questo progetto».

L’obiettivo è avviare un percorso condiviso e virtuoso, capace di tradursi in misure concrete e durature. Il piano “Abitare Treviso” individua già alcune proprietà comunali che potrebbero essere conferite al fondo dedicato. Tra queste figurano terreni nei quartieri di Santa Bona, Monigo, Santa Maria del Sile e Canizzano; immobili comunali come ex scuole; la parte della Caserma Piave non oggetto di comodato (magazzini) e la palazzina della ex Caserma Salsa.

«Il conferimento degli immobili comunali al fondo Housing, che in questo momento stiamo valutando attentamente, rappresenta una delle leve strategiche dell’operazione», spiega De Checchi. «Grazie all’apporto patrimoniale degli enti locali e al coinvolgimento di investitori istituzionali, potremo attivare un volano ad altissima sostenibilità nel tempo sia per chi vuole accedere alla casa sia per chi investe, con una durata ventennale e una rendita di progetto stimata intorno al 4,5%. È un’operazione che coniuga interesse pubblico, rigenerazione urbana e accessibilità abitativa».

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Città di Treviso)
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