Ci sono emozioni che si vivono solo una volta nella vita. Emozioni così grandi che si amplificano nel momento in cui vengono raccontate.
Lo sa bene Davide Mattari, graduato capo dell’Esercito, di stanza alla Caserma del reggimento 7° Alpini di Belluno il quale, in occasione della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali (andata in scena lo scorso 6 febbraio), ha avuto l’onore di fare l’alzabandiera del simbolo olimpico a Cortina d’Ampezzo.
Originario di Follina, il 35enne è di fatto entrato nello sguardo del mondo quando, in quella serata, l’apertura dei Giochi si è svolta in contemporanea a Milano e a Cortina.
“Tutto è iniziato mesi fa, quando sono iniziati gli addestramenti interforze a Corvara e a Merano – ha spiegato Mattari – Successivamente è stato scelto il personale e creati i team impegnati nelle varie località di gara”.


A Mattari è stato conferito il ruolo di capoteam in un gruppo interforze, che conta al suo interno tre Alpini, due Carabinieri e due Finanzieri, ai quali spetta il compito di prestare il proprio impegno durante le premiazioni, portando le bandiere e facendo l’alzabandiera, ovvero un gesto di estrema rilevanza (motivo per cui spetta esclusivamente alle Forze armate).
Sempre loro anche il compito di dare l’assistenza necessaria lungo le piste di gara.
Oltre a ciò, il 35enne era stato indirizzato anche alle gare di discesa femminile sulle Tofane.
Un onore che resterà sempre impresso nella memoria del follinese.
“Quella sera (durante la cerimonia di apertura) un po’ di tensione c’era, perché di fatto hai gli occhi della piazza e del mondo puntati su di te, quindi è stata un’emozione davvero forte – ha raccontato – In quel momento sono stato davvero orgoglioso dell’opportunità che ho avuto: ho issato la bandiera olimpica, mentre ai Carabinieri è toccato il Tricolore, in contemporanea con Milano, dove veniva fatta la stessa cosa (in quel caso i Corazzieri si sono occupati del Tricolore, mentre l’Aeronautica del simbolo olimpico)”.
Un’emozione che è proseguita anche nei giorni successivi: proprio Davide Mattari ha issato il Tricolore in occasione della vittoria dell’oro vinto dalla sciatrice Federica Brignone (quindi uno dei due conquistati in questi Giochi) lo scorso 12 febbraio. Una cerimonia emozionante, alla presenza del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e con il sorvolo delle Frecce Tricolori sull’Olympia delle Tofane.
“Anche quella è stata un’emozione forte: ho sempre fatto l’alzabandiera e issato anche altre bandiere in questi giorni. Sono comunque dei momenti emozionanti, ma lo sono ancora di più quando la bandiera sul palo più alto è quella dell’Italia”, ha aggiunto Mattari, mostrando tutto l’entusiasmo per queste prime Olimpiadi vissute davvero così da vicino.


“Sono le prime Olimpiadi che ho vissuto in prima persona e devo dire che ho visto molta partecipazione. Tutto è stato davvero positivo: si è visto lo sforzo che c’è stato da parte di tutti, il lavoro di squadra e di mesi che è stato svolto per far sì che tutto riuscisse al meglio”, ha affermato.
Dal punto di vista organizzativo è bene sapere che lo Stato Maggiore della Difesa, per dare supporto all’organizzazione dei Giochi, nei mesi precedenti aveva predisposto una task force interforze, con sede a San Candido, da cui arrivavano tutte le indicazioni di gestione di 2mila militari e 1.500 volontari dell’Associazione Nazionale Alpini (ANA), impegnati nei vari siti di gara, in attività come ad esempio il cerimoniale e interventi di spostamento della neve, solo per citarne alcune.
“Sicuramente questo è il mio lavoro e sono state delle scelte fatte dal Comando, ma ci tengo a rivolgere un ringraziamento alla Difesa per avermi dato la possibilità di partecipare a questa esperienza”, ha concluso Davide Mattari.
(Autore: Arianna Ceschin)
(Foto: Rai 1. Cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali – 6 febbraio 2026; Qdpnews.it)
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