Milano-Cortina, 100 Vigili del Fuoco impegnati ogni giorno: “Abbiamo creato il comando Olimpico”

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 non sono soltanto sport e spettacolo, ma anche un imponente dispositivo di sicurezza e gestione delle emergenze. Tra i protagonisti di questo sistema c’è il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, impegnato a garantire la safety dell’evento con una presenza capillare e altamente specializzata.

Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 rappresentano una sfida organizzativa che va ben oltre l’aspetto sportivo. Fondamentale è il dispositivo di sicurezza e gestione delle emergenze attivato nella Conca ampezzana, dove il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco opera con un comando olimpico dedicato e con tutte le principali specialità. Oltre un centinaio (e moltissimi mezzi) le donne e gli uomini impegnati ogni giorno pronti ad intervenire in ogni possibile scenario. 

L’architetto Fabio Jerman racconta il lavoro svolto tra pianificazione preventiva, tecnologie avanzate e coordinamento interforze per garantire lo svolgimento dell’evento in totale sicurezza.

Qual è l’apporto dei Vigili del Fuoco per la sicurezza di Milano Cortina 2026?

“Allora, noi ci occupiamo di tutta la parte safety, quindi della sicurezza propriamente detta, e affianchiamo le forze di polizia che si occupano di tutto il comparto non meno importante, anzi molto rilevante, di security: la sicurezza degli atleti e anche della famiglia olimpica, delle personalità che sono venute a Cortina per queste Olimpiadi. Insieme facciamo quindi un gioco di squadra per avere safety e security, affinché questo evento proceda, come sta andando, liscio e in mondovisione”.

Si parlava prima dell’inizio dei Giochi di una Cortina pronta anche in caso di isolamento, ad esempio per una frana sull’Alemagna

“È stato fatto un piano di safety diretto dal nostro comandante, l’ingegnere Matteo Carretto di Belluno, nel quale abbiamo già previsto tutti gli scenari possibili. Ovviamente uno degli scenari riguardava chiaramente difficoltà collegate alla neve, come per esempio nei giorni scorsi, ma eravamo pronti e, con il concorso di tutti, è andato liscio anche in questo caso”.

Quali sono le specialità più importanti presenti a Cortina?

“Qui abbiamo sostanzialmente costituito un comando del tutto nuovo, un comando olimpico con tutte le specialità possibili. Abbiamo dalla sala operativa a quello che noi chiamiamo ICS, Incident Command System, quindi una centrale operativa che comanda tutte le operazioni e che è in collegamento diretto sia con la sede centrale di Belluno sia con la sala operativa interforze costituita con tutti gli enti che concorrono a regolare il funzionamento di questo importantissimo evento, oltre all’ICS istituito nella direzione interregionale di Padova”.

Quanto personale avete qui a Cortina?

“Con le forze che abbiamo in loco abbiamo dislocate più di 100 persone e un centinaio di mezzi di vario tipo, con la possibilità dell’intervento di tutte le strutture ordinarie, che sono state anch’esse potenziate. Tra le specialità, a partire dalla sala operativa e dall’ICS, abbiamo poi una serie di sigle che raccontano velocemente tutta la variegata attività”.

Quali sono nel dettaglio le unità operative presenti?

“Il TAS, topografia applicata al soccorso, per realizzare mappe e tenere sotto controllo tutta la situazione anche in maniera digitale e georeferenziata. Abbiamo il gruppo ITLC, quindi telecomunicazioni, perché abbiamo messo in piedi un sistema, una catena radio apposta per questo evento, un’isola di telecomunicazioni dedicata. Oltre ai Vigili del Fuoco ordinari, che sono stati potenziati con tutte le partenze ordinarie, abbiamo i GOS, gruppi operativi speciali, con ruspe e camion evidentemente per problemi legati alla neve. La squadra soccorso valanghe SSV conta una ventina di uomini con gatti delle nevi, motoslitte e attrezzature per ogni evenienza di questo tipo. Abbiamo le squadre SAF, cioè soccorso con tecniche speleo-alpino-fluviali con l’uso della corda, sostanzialmente per la pista da bob e per altri contesti analoghi. È presente anche la squadra NBCR per il contrasto al rischio nucleare, batteriologico, chimico e radiologico: in eventi di questo tipo, oltre alla presenza di alcuni impianti di refrigerazione che contengono sostanze potenzialmente critiche, dobbiamo essere pronti a intervenire anche in questi casi, oltre a svolgere operazioni di campionamento costante dell’eventuale presenza di inquinanti che potrebbero essere anche di natura dolosa, pur non essendoci segnali in tal senso. Poi abbiamo le classiche attività dei pompieri, con autoscale, autogru, mezzi movimento terra già citati, e infine le unità cinofile per la ricerca persone”.

Un dispositivo totale insomma 

“Abbiamo tutte le specialità del Corpo nazionale: ci mancano soltanto i sommozzatori”.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video: Simone Masetto)
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