Fine dello stallo politico, Marcon si è dimesso da sindaco: arriva il commissario

Alla fine, come avevano chiesto a gran voce le minoranze nella seduta del Consiglio comunale di Castelfranco Veneto di mercoledì scorso, è stato lo stesso Stefano Marcon – ormai “in zona Cesarini” – a sciogliere il nodo della sua incompatibilità da sindaco, formatosi a seguito del nuovo incarico di consigliere regionale a Palazzo Ferro Fini.

Lo ha fatto questa mattina, sabato, con un blitz al K3 di Treviso, in cui ha rassegnato le sue dimissioni da primo cittadino, ponendo così fine a uno stallo politico che durava ormai da diverse settimane, aprendo la strada allo scioglimento dell’intero Consiglio comunale e all’arrivo di un commissario straordinario, che dovrà “traghettare” il Comune fino alle elezioni amministrative della prossima primavera.

Sono dispiaciuto, spero sia un arrivederci” ha detto nell’occasione Marcon, che ha anche provato a togliersi qualche “sassolino dalle scarpe”. Dal momento del suo approdo a Venezia, come primo dei non eletti (dopo l’ingresso della trevigiana Paola Roma nella Giunta Stefani), si era posta per Marcon la questione dell’incompatibilità tra i due ruoli: sindaco e consigliere regionale.

Ed era partito l’iter nel parlamentino castellato per dichiararne la decadenza da sindaco, favorendo – in caso di esito positivo – una transizione “morbida” con il testimone che sarebbe passato, fino alle prossime elezioni, alla vice Marica Galante.

Un percorso che si è subito inceppato di fronte all’assenza di una maggioranza in Aula in grado di approvare (a maggioranza, appunto) la delibera relativa alla decadenza del sindaco, come avvenuto in altri comuni.

Per ben due volte in Consiglio comunale, l’ultima ancora mercoledì scorso addirittura dopo il richiamo del Prefetto, si è creata una prevedibile situazione di stallo, con 12 voti a favore e 12 contrari all’approvazione della decadenza di Marcon. Risultato di questo “pari e patta”: delibera respinta.

Da qui, visto anche il passaggio in Consiglio regionale che ci sarebbe dovuto essere nei prossimi giorni e che lo avrebbe inevitabilmente messo di fronte al bivio, la decisione obtorto collo di Marcon di sbrogliare l’intricata matassa, rassegnando le sue dimissioni.

(Autore: Alessandro Lanza)
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