Guardatele. Non sono solo montagne: sono le Tofane di Cortina d’Ampezzo, icona delle Dolomiti e simbolo dello sport invernale italiano.
Qui si trova l’Olimpia delle Tofane, la pista che rappresenta lo sci alpino femminile e che sarà protagonista delle Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali.
I numeri raccontano la sua imponenza: 2.560 metri di sviluppo, 750 metri di dislivello, pendenze che arrivano a mettere in difficoltà anche le migliori atlete del panorama internazionale. Il celebre Schuss apre la discesa con un muro che impone velocità e precisione. Poi il Salto Duca d’Osta, il tecnico Gran Curvone: tratti che hanno scritto pagine di sport fin dal 1956.
Ma l’Olimpia delle Tofane non è solo tecnica. È memoria e identità. È il punto in cui la storia olimpica incontra il presente, dove l’eredità delle competizioni passate dialoga con le nuove sfide.
Le Tofane restano imponenti e silenziose, le Dolomiti d’oro dei successi italiani. Mentre lo sport corre veloce, la montagna custodisce e racconta.
A dare voce a questo racconto sono le Veneto Creators Anais (@anaisamadiz), Valentina (@avevounviaggionelcassetto), Alessandra (@animodivino) ed Ernestina (@ernest.dallacortelucio), che con i loro sguardi contribuiscono a valorizzare un luogo dove storia, paesaggio e sport si intrecciano.
Perché le gare passano.
Ma certi luoghi restano.
(Autore: Simone Masetto)
(Foto e Video: Veneto Creators)
(Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
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