Olimpiadi, arrivati da tutto il mondo per aiutare nell’organizzazione dei Giochi. I Veneto Creators incontrano i volontari 

Le divise azzurre e blu sono diventate uno dei simboli più riconoscibili delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Per molti sono stati i veri eroi di questi Giochi, per altri un punto di riferimento indispensabile quando serviva un’indicazione o un aiuto. A Cortina, come negli altri siti olimpici, migliaia di volontari hanno scelto di vivere l’evento da una prospettiva diversa, mettendosi al servizio dell’organizzazione e contribuendo in modo concreto alla riuscita della manifestazione.

Donne e uomini, giovani e meno giovani, arrivati da tutta Italia e anche dall’estero, hanno svolto i compiti più diversi: dall’accoglienza dei turisti al supporto logistico, fino all’assistenza nelle sedi di gara. I Veneto Creators Cristina ed Enrico (@folletti_in_viaggio) e Gloria (@glo_fox), Ernestina (ernest.dallacortelucio) li hanno incontrati per raccontare il volto più discreto ma fondamentale delle Olimpiadi, raccogliendo storie, motivazioni e curiosità emerse durante i quindici giorni di competizioni.

Alessia, arrivata da Codognè, ha lavorato allo Sliding Center, nel cuore della pista da bob. Tra le richieste più singolari ricevute c’è stata quella di un visitatore convinto che, tra una manche e l’altra, il tracciato potesse essere modificato come in un circuito automobilistico. Massimo, da Maestre, racconta invece l’emozione di aver incrociato Snoop Dogg e di aver avuto l’occasione di provare il curling, vivendo così un’esperienza sportiva inattesa.

Rossana, arrivata da Milazzo, ha operato nell’area Event Services con il compito di accompagnare spettatori e ospiti, assicurando loro un’esperienza positiva all’interno del villaggio olimpico. Matteo, da Vittorio Veneto, sottolinea la cordialità del pubblico, che spesso si è dimostrato disponibile a collaborare con i volontari per facilitare l’organizzazione delle giornate di gara.

Camilla, di Agordo, evidenzia il valore umano dell’esperienza, tra lo scambio di spille e il senso di appartenenza a un evento globale. Giampaolo, da Asti, ha invece concentrato il suo impegno sull’accoglienza dei turisti, con l’obiettivo di farli sentire a casa in un contesto internazionale. Stefania, da Mestre, ricorda con sorpresa una scena insolita osservata nello stadio: l’addetto che innaffiava il campo di gioco, dettaglio dietro le quinte, che sta spopolando sui social e  che le ha fatto percepire la complessità dell’organizzazione.

(Autore: Simone Masetto)
(Foto e video Veneto Creators)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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