Corbanese e l’“artista del cartone”: il mondo di Masa tra realtà e imperfezione

A Corbanese, tra le case che si a1acciano sulle colline di Tarzo, c’è un atelier che profuma di colori acrilici e cartone riciclato. Qui lavora Davide Maset, in arte Masa, conosciuto ormai come “l’artista del cartone”: dipinge su imballi usati e dismessi, trasformando un materiale povero in supporto per opere vivaci, ironiche e profondamente personali. È riuscito a fare di questa passione un mestiere, rimanendo legato al suo paese d’origine e allo stesso tempo aprendosi a esperienze internazionali.

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Classe 1990, originario proprio di Corbanese, Masa ha iniziato il suo percorso al liceo artistico di Vittorio Veneto, dove ha assimilato le basi del linguaggio figurativo e delle tecniche pittoriche. Da lì è arrivata anche l’occasione che lo ha portato lontano dalle colline dell’Alta Marca: la vittoria del prestigioso premio ProArte a New York, una tappa che gli ha permesso di misurarsi con un contesto artistico molto più ampio, pur scegliendo poi di continuare a creare partendo dal suo territorio.

I primi quadri sono nati circa sette anni fa, in una stanza dove il budget era limitato e la voglia di sperimentare tanta. Per questo, all’inizio, Davide utilizzava semplici cartoni e colori acrilici: supporti di fortuna che si sono rivelati perfetti per il suo segno istintivo e diretto. Con il tempo sono arrivate anche le tele e le superfici in legno, ma il cartone è rimasto una sorta di marchio di fabbrica, un materiale che racconta attenzione al riuso e libertà creativa allo stesso tempo.

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Masa dipinge ogni giorno e dichiara di trovare ispirazione dalla realtà che lo circonda. La rielabora però in chiave “grottesca”, togliendo ciò che comunemente viene considerato bello e ricostruendolo secondo una sua logica personale, fatta di deformazioni, accenti caricaturali, colori accesi. Nelle sue opere compaiono figure umane, cibi, fiori, cuori e oggetti di ogni tipo, reali e fantastici, che sembrano emergere da un immaginario popolato di simboli e piccoli dettagli da scoprire con calma.

“Non posso avere un mio quadro preferito perché in tutti c’è la mia anima”, confessa l’artista. Ogni lavoro è legato a un frammento di vissuto, a un’emozione, a una situazione concreta che viene trasfigurata sulla superficie, spesso partendo da appunti rapidi, da spunti raccolti nelle strade, nei volti incontrati, nelle scene di vita quotidiana di Corbanese e dei paesi vicini. L’obiettivo, per lui, è che chi guarda il quadro si senta subito coinvolto: che provi un’emozione nell’istante stesso in cui posa gli occhi sulla scena, senza bisogno di grandi spiegazioni.

Il legame con il territorio emerge anche dal percorso espositivo. Masa ha avuto modo di presentare i suoi lavori in contesti importanti per la storia artistica locale, come il Museo del Cenedese e Palazzo Ragazzoni-Flangini-Biglia a Vittorio Veneto, portando il suo “cartone d’autore” in dialogo con spazi che raccontano secoli di cultura figurativa. Ha collaborato inoltre con una cantina del territorio, personalizzando in modo originale e colorato l’etichetta di una serie di bottiglie di vino: un incontro riuscito tra il mondo dell’arte e quello dell’enologia, due elementi che definiscono da tempo l’identità dell’Alta Marca.

“Cogliere la bellezza dell’imperfezione” è la chiave con cui Davide dice di guardare le cose. Una formula che si adatta bene sia al suo modo di lavorare – fatto di linee volutamente irregolari, volti spiazzanti, composizioni che non cercano l’armonia classica – sia al paesaggio di Corbanese, dove case, colline e vigneti non formano un quadro perfetto, ma un insieme vivo, in perenne cambiamento. Latelier di Masa diventa così una tappa curiosa: un luogo dove scoprire come un giovane artista del territorio riesca a trasformare cartone e acrilico in uno specchio creativo delle colline in cui è nato.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
(Foto: Davide Maset).
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