Intensificati i controlli da parte dei Carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Treviso, con il supporto dell’Arma Territoriale, per contrastare il fenomeno del “caporalato”, verificare la regolare occupazione dei lavoratori e garantire il rispetto della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Le verifiche hanno interessato il settore agricolo, l’edilizia, i locali pubblici e i centri massaggi gestiti da cittadini extracomunitari.
Nel Comune di Volpago del Montello, durante un controllo a un vigneto, è stata ispezionata un’azienda agricola che impiegava lavoratori nelle attività di potatura e legatura delle viti senza aver redatto il Documento di Valutazione dei Rischi. È stata disposta l’immediata sospensione dell’attività e i dipendenti sono stati allontanati dal fondo agricolo.
A Susegana l’attività di un’azienda edile è stata sospesa a causa di gravi violazioni in materia di sicurezza, con operai esposti al rischio di caduta dall’alto durante i lavori su un ponteggio. Un analogo provvedimento di sospensione è stato adottato nei confronti di una ditta operante in un cantiere edile di Riese Pio X, risultata priva del Piano Operativo di Sicurezza.
A Mogliano Veneto, nel corso di un controllo congiunto con il locale Comando Stazione Carabinieri e la Polizia Locale, in un centro massaggi gestito da una cittadina di origine cinese, è stata individuata una lavoratrice extracomunitaria impiegata “in nero” e priva di titolo di soggiorno valido per svolgere attività lavorativa.
Un’ulteriore lavoratrice impiegata irregolarmente come barista è stata identificata durante un controllo in un bar di Pederobba, dove è stato disposto il provvedimento di sospensione dell’attività fino alla regolarizzazione della sua posizione.
I controlli effettuati anche nei Comuni di Valdobbiadene, Resana, Istrana, Conegliano, Colle Umberto e Castello di Godego hanno permesso di accertare numerose violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con 27 aziende risultate inadempienti.
Tra le principali irregolarità contestate figurano l’omessa nomina del medico competente, la mancata formazione dei lavoratori e la mancata designazione degli addetti alle emergenze. Complessivamente sono state irrogate sanzioni e ammende per circa 250 mila euro.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Carabinieri Treviso)
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