San Vendemiano, dodicesima Festa dei Popoli: sapori dal mondo e dialogo tra culture

A San Vendemiano, la Festa dei Popoli torna a riempire l’oratorio San Giovanni Paolo II con un messaggio esplicito di speranza. La dodicesima edizione, ospitata sabato 8 giugno, sceglie come filo conduttore il tema “Il Mondo a Colori” e trasforma per un’intera giornata gli spazi della parrocchia in un luogo di incontro tra culture, lingue e storie diverse. L’evento è promosso dal gruppo “Stili di vita – Festa dei Popoli” in collaborazione con il Centro Giovanile San Vendemiale, realtà che da anni lavorano sul territorio per diffondere i valori dell’intercultura.

Il pomeriggio si apre con una conversazione dedicata alla sostenibilità, a tavola e non solo. Protagonisti dell’incontro sono il presidente della Condotta Slow Food Alta Marca Trevigiana e Laura Canzian, che accompagnano il pubblico in una riflessione sul modo di produrre e consumare cibo, sui legami tra alimentazione, ambiente e giustizia sociale. È un avvio pacato, fatto di parole e ascolto, che prepara il terreno alla parte più festosa della serata.

Poco alla volta, il cortile e gli spazi interni dell’oratorio si riempiono dei profumi provenienti dagli stand gastronomici.

In questa edizione sono sette le nazioni rappresentate ai fornelli: Argentina, Brasile, Cina, Colombia, Filippine, Senegal e l’Italia, con piatti tipici della Campania. I banchetti affiancano alle proposte di cucina un piccolo mercato di artigianato etnico e materiali dedicati all’intercultura, così che la sosta per la cena diventi anche l’occasione per scoprire oggetti e racconti legati ai Paesi di provenienza dei partecipanti.

A completare il percorso viene allestita una mostra a fumetti sull’emigrazione veneta, realizzata con la collaborazione dell’Associazione Internazionale “Trevisani nel Mondo”. Le tavole raccontano le partenze, le difficoltà e i nuovi inizi di chi, dal Veneto, è approdato in altri continenti nel corso del Novecento. Tra i visitatori c’è chi riconosce storie simili a quelle dei propri nonni e chi, arrivato da lontano negli ultimi decenni, ritrova nei disegni le stesse emozioni vissute in prima persona.

Con il calare della sera il baricentro della festa si sposta sul palco. Canti e danze si susseguono grazie ad artisti e associazioni provenienti da cinque continenti, componendo un mosaico di suoni che cambia a ogni esibizione. Il pubblico si muove tra gli stand, assaggia pietanze di Paesi diversi, acquista piccoli oggetti etnici, si ferma a parlare con chi, durante tutto l’anno, si impegna per far circolare sul territorio i valori dell’accoglienza e del dialogo.

Tra le novità più attese c’è la presenza delle danze polinesiane, portate a San Vendemiano dall’associazione Hula Ohana Italy. I costumi, i movimenti armonici delle coreografie, il racconto delle isole d’origine aprono una finestra su un immaginario lontano, quasi mai rappresentato nelle feste popolari del territorio. È un tassello in più nella geografia della manifestazione, che negli anni ha ampliato progressivamente il numero di culture presenti.

Il programma prosegue la domenica con un momento dal forte significato simbolico: alle 18.30 la chiesa parrocchiale ospita la Messa dei Popoli, animata dal coro TataNzambe. La celebrazione raccoglie voci, canti e lingue differenti in un’unica liturgia condivisa. “In questo momento storico – ricorda Thiam Massamba, volto storico della comunità senegalese in provincia di Treviso – è molto importante avere manifestazioni di questo tipo. Dobbiamo ringraziare chi organizza questo evento che crea momenti di aggregazione, di cui abbiamo tanto bisogno, tra persone che provengono da Paesi differenti”.

In mezzo al via vai della festa trova spazio anche la presentazione di un libro che nasce da un doppio legame, affettivo e gastronomico, con l’Africa occidentale. Kadi Nanà presenta in anteprima “L’Africa in cucina. Le mie ricette dal Burkina Faso a Treviso”, volume che raccoglie piatti, memorie e gesti quotidiani di cucina. Arrivata in Italia nel 1995, Kadi vive oggi a Treviso, dove lavora come operatrice sociosanitaria e mediatrice culturale. È conosciuta come instancabile organizzatrice di cene solidali, ha coordinato un progetto per le pari opportunità ed è fondatrice dell’associazione Sorelle Burkinabè in Italia, con cui promuove progetti agroalimentari e di sviluppo a sostegno delle comunità e delle donne del Burkina Faso.

Gli organizzatori ricordano come, lo scorso febbraio, Kadi sia stata protagonista di uno dei corsi di cucina etnica promossi dalla Festa dei Popoli, portando in tavola sapori dell’Africa dell’Ovest: riso a grana lunga affumicato con sugo di verdure e salsa di arachidi, Attiekè con banane platano mature fritte e salsa ai peperoni, la bevanda Bissap a base di fiori d’ibisco e menta fresca, insieme a un succo di zenzero e ananas. Sono proprio piatti come questi a dare corpo alle parole “mondo a colori”, permettendo ai partecipanti di conoscere un altro Paese attraverso gli aromi, le consistenze e le storie evocate da ogni ricetta.

Nel complesso, la dodicesima Festa dei Popoli di San Vendemiano si conferma come un appuntamento capace di unire riflessione e convivialità. Tra sostenibilità, stand gastronomici, mostra sull’emigrazione veneta, danze polinesiane, Messa dei Popoli e testimonianze come quella di Kadi Nanà, il messaggio che arriva da questa edizione è chiaro: anche in un contesto globale segnato da tensioni, è possibile creare spazi in cui le differenze non facciano paura, ma diventino energia condivisa per guardare al futuro con un po’ più di fiducia.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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