“Io sono in attesa”: sono le prime parole pronunciate da Patrizia Loberto, presidente di Conegliano In Cima, in riferimento al tema del commercio, comparto al centro della notizia visto anche il rimpasto delle deleghe che si è verificato in giunta. Rimpasto che verrà formalmente ufficializzato questa sera, in occasione del consiglio comunale programmato alle ore 19. Le deleghe per Commercio e mercati saranno ora di competenza del sindaco Fabio Chies.
“Mi aspetto un cambiamento – ha detto Loberto -. Yuri Dario non ha mai fatto mancare il coinvolgimento, il colloquio reciproco e il confronto costante: per questo lo ringrazio per quello che ha fatto. Credo che non sia stato piacevole il modo in cui gli è stato tolto l’assessorato, perché è comunque una persona che è stata votata e, nel bene e nel male, si è messo al servizio della città. Se non aveva gli strumenti per agire, non capisco perché non gli siano stati dati”.
Ora Loberto ha dichiarato di essere ancora in attesa di un incontro con Chies, a maggior ragione ora che il commercio è di sua competenza. Nel frattempo, lo stesso sindaco aveva dichiarato di aver già programmato una riunione con Maurizio Gibin, presidente di Ascom Confcommercio.
“Avevo già chiesto un incontro, tramite pec, lo scorso 30 ottobre sia all’ex assessore Dario che al sindaco, per presentare una serie di eventi che i commercianti volevano fare: tra questi c’era inoltre la volontà di riportare in città ‘Conegliano in fiore’“, ha riferito Loberto.
Nella comunicazione citata, venivano richiesti il patrocinio del Comune (“un riconoscimento importante e un segnale di collaborazione istituzionale”, come si legge), oltre a un contributo economico e logistico per una serie di appuntamenti proposti, ovvero la seconda edizione di “SbaracConegliano” (7 marzo), “Conegliano in fiore” (8-10 maggio), “Notte Longa” per i saldi estivi (4 luglio), “Festalonga” (11 e 18 luglio), la terza edizione di “SbaracConegliano” (5 settembre).
“Avremmo dovuto avere l’appuntamento lo scorso 29 dicembre, ma Dario mi disse che il sindaco non poteva e che ci sarebbe stata una nuova data: da allora stiamo ancora aspettando un incontro. Intanto non potremo fare ‘Conegliano in fiore’, perché ci vogliono dei mesi di preparazione – ha dichiarato Loberto -. Mi auguro che il passaggio di consegne sia positivo e che ci dia speranza: Chies deve dare un segnale alla città“.
Sulla situazione del commercio cittadino, Loberto non ha usato mezzi termini: “Come associazione c’è sempre stata la sensazione che a Yuri Dario mancasse ‘l’ultimo pulsante’. Abbiamo sempre fatto fatica. Il commercio è un terreno difficile e bisogna viverlo (è necessario sapere quelli che sono i costi dell’affitto, delle tasse e delle spese in generale) – ha spiegato -. Ci vuole una persona che sia dentro a questo mondo, che sappia cosa voglia dire, ad esempio, quanto incide la chiusura delle strade per un negozio”.
“In città mancano il dialogo, la collaborazione e il confronto, inoltre siamo passati da una città con tanti negozi a una città di servizi e questo non va bene – ha proseguito -. Dopo il Covid, chi aveva il commercio, e ‘l’ultimo pulsante’, non ha saputo prendere in mano la situazione. Poi non condivido la visione che il commercio è un problema anche di altre zone: se a casa tua piove, cosa fai? Sistemi il tetto o non lo fai, perché se piove dentro casa di tua sorella a Vittorio Veneto allora è tutto a posto? Se continuiamo a ragionare così, non va bene”.
Loberto ha quindi ribadito di voler attendere le novità in fatto del commercio in città: “Siamo arrivati a radere il barile. Sono diminuiti i negozi e le persone non vengono più perché Conegliano non è più attrattiva. Credo che il ragionamento alla base sia sbagliato e, per me, i commercianti sono degli eroi – ha aggiunto -. Ho sentito molto parlare di Unesco, poi il turista arriva qui e cosa trova?”.
“Le soluzioni vanno trovate quanto prima, perché la città ha perso troppo tempo e non bisogna dare sempre la colpa al Conè” ha concluso.
(Autore: Arianna Ceschin)
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