Rispetto al periodo pre-pandemia è quasi triplicato il lavoro da remoto e il 13,8% degli occupati ha svolto almeno un giorno di lavoro in modalità agile. Erano il 15,1% nel 2021, ma soltanto il 4,8% nel 2019.
Lazio e Lombardia guidano la graduatoria dello smart working: a Milano lavora da remoto il 38,3% degli occupati, a Roma la quota sfiora il 30%.
Lo rileva Istat, segnalando che lo smart working è più diffuso tra le donne (15,2% contro 12,7% degli uomini). Secondo i dati, più alto è il titolo di studio, maggiore è la quota di lavoro agile (tra i laureati è al 29%).
I Servizi dell’informazione e comunicazione e le Attività finanziarie e assicurative sono i settori in cui la quota è più alta (rispettivamente 60,2% e 43,7%).
Il lavoro da remoto riguarda soprattutto le professioni altamente qualificate (30,2%), che permettono di organizzare tempi e modalità di lavoro in modo più autonomo.
(Autore: Sistema Ratio)
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