Le colline del futuro: gli studenti progettano l’identità di “Città Italiana del Vino”

ll riconoscimento di “Città Italiana del Vino 2026-2027” non rappresenta un mero titolo onorifico: è un laboratorio d’innovazione che vede le colline di Conegliano e Valdobbiadene dialogare con altre eccellenze nazionali, dalla Basilicata al Lazio. In questo scenario, nella mattinata di ieri, l’ISISS Verdi è diventato il palcoscenico di un confronto generazionale dove la cultura e il marketing territoriale hanno trovato un nuovo interprete: il talento degli studenti.

“Sentiamo l’onore e la responsabilità di accogliere un dialogo che mette i giovani al centro della promozione del territorio,” ha dichiarato la preside dell’ISISS Verdi, Giuliana Barazzuol. “La nostra missione è permettere ai ragazzi di farsi interpreti di un paesaggio che, sebbene celebre, nasconde ancora sfumature che solo la loro sensibilità e la loro padronanza degli strumenti moderni possono rivelare pienamente”.

Un pensiero che trova eco nelle parole di Luciano Fregonese, sindaco di Valdobbiadene, che ha ribadito la necessità di un nuovo approccio amministrativo: “Il valore di iniziative come questa risiede nella capacità delle istituzioni di mettersi in ascolto. Gestire un patrimonio UNESCO significa seguire la visione dei ragazzi, perché sono loro a possedere le chiavi per rendere questa terra non solo produttiva, ma viva e moderna”.

Il respiro nazionale del progetto, che unisce realtà distanti ma accomunate dalla cultura della vite, è stato sottolineato da Michele Donato Chiarito, sindaco di Ripacandida: “Mettere i giovani al centro del dossier per Città del Vino significa investire nell’unica risorsa capace di unire tradizione e innovazione. Questo biennio è un’occasione collettiva per apprendere dalle nuove generazioni come trasformare le criticità di territori splendidi e complessi in opportunità di valore.”

A coordinare il percorso è stato Federico Della Puppa, Site Manager dell’Associazione per il patrimonio delle colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che ha evidenziato come la conoscenza sia uno strumento di valorizzazione essenziale : “Raccontare al mondo chi siamo significa tradurre lo studio tecnico in esperienza reale. Invitare le persone a scoprire le nostre colline non è solo un atto commerciale, ma un invito a conoscere una storia che i ragazzi stanno imparando a narrare con linguaggi nuovi e accessibili”.

Il contributo delle scuole del territorio ha composto un mosaico di competenze tecniche e creative:

  • Istituto Casagrande (Pieve di Soligo): studio del rilievo e progettazione tecnica del paesaggio.
  • Istituto Cerletti (Conegliano): ricerca e prove sperimentali nel settore vitivinicolo.
  • ISISS Verdi (Valdobbiadene): analisi di percorsi per una scoperta consapevole del territorio.
  • Istituto Beltrame (Vittorio Veneto): sviluppo di modelli per un’accessibilità universale e inclusiva.
  • Istituto Da Collo (Conegliano): strategie di marketing territoriale e comunicazione globale.

Vedere queste realtà collaborare per un obiettivo comune conferma che l’identità delle colline è in costante evoluzione. La sfida di “Città Italiana del Vino” viene così raccolta da una generazione capace di guardare oltre i confini locali, pronta a rendere il territorio un luogo dove una storia millenaria può incontrare progetti ambiziosi come quello dell’inclusività e della massimizzazione del valore apportato dalle tecnologie del futuro in chiave culturale.

(Autore: Francesco Bruni)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
(Articolo e foto di proprietà di Dplay Srl)
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