Velodromo, cantiere sbloccato: tornano le ruspe. “La continuazione di un sogno”

“C’è chi la chiama la ‘fine di un incubo‘, io invece preferisco definirla la continuazione di un sogno“. Questo l’efficace slogan scelto dal sindaco, Marco Della Pietra, per commentare la riconsegna del cantiere del velodromo di Spresiano, avvenuta giovedì scorso dopo quasi otto anni di stop.

“Da questa settimana torneranno in azione le ruspe e cominceremo con la demolizione della ‘parte eccedente’ di quello che è già stato costruito”, conferma il primo cittadino. Dove per “parte eccedente” si intendono le opere sopraelevate realizzate tra il 2018 e il 2019, non più compatibili ormai con il nuovo progetto le cui dimensioni sono state riviste.

“Ricordo che alla fine verrà demolito circa il 30% delle opere già fatte, quindi un 70-80% viene recuperato – sottolinea il sindaco Della Pietra -. Ci vorranno 2-3 mesi per completare i lavori, intanto si va avanti con i due bandi: quello per la gestione e quello per la costruzione, con la progettazione definitiva ormai arrivata all’apertura delle buste”.

Il sindaco di Spresiano Marco Della Pietra

Uno stallo, quello del cantiere del primo velodromo coperto in Italia per grandi eventi, iniziato nell’estate del 2019, con la crisi dell’azienda che aveva vinto l’appalto per la costruzione dell’ambiziosa struttura: costo complessivo stimato in 35 milioni di euro (di fondi pubblici) per un totale di 2.500 posti a sedere.

Da lì, per il cantiere di Lovadina, un lungo stop con il rischio concreto di vedere arenarsi definitivamente il progetto. Un pericolo che ora, con la ripresa dei lavori e la riconsegna del cantiere da parte di Federciclo all’azienda veneziana Baldan, che si è aggiudicata l’appalto per le opere di demolizione di una parte dell’esistente, sembra finalmente scongiurato.

(Autore: Alessandro Lanza)
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